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![]() Banda della Magliana – Arrestato per droga il boss Marcello Colafigli ![]() Gli avvocati Marco Marcucci e Matteo Moriggi |
Ronciglione – Ex banda della Magliana, rimesso in libertà senza alcuna misura cautelare Mauro Fioravanti, il cinquantenne di Ronciglione finito ai domiciliari lo scorso 4 giugno nel blitz sfociato nell’arresto per traffico internazionale di stupefacenti del boss settantenne Marcello Colafigli e 26 presunti sodali, 11 in carcere e 16 ai domiciliari.
“Non sono il Pablo Escobar di Ronciglione”, aveva fatto sapere Fioravanti tramite i suoi difensori dopo l’arresto, rigettando l’accusa di far parte di un sodalizio di narcotrafficanti. All’interrogatorio di garanzia si era avvalso della facoltà di non rispondere.
Adesso, a distanza di meno di un mese da quando gli è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare del gip Livio Sabatini del tribunale di Roma, il riesame, cui avevano presentato ricorso gli avvocati Matteo Moriggi e Marco Marcucci, ha sciolto la riserva con cui si era chiusa l’udienza di martedì, disponendo la revoca degli arresti domiciliari e la liberazione di Fioravanti, senza ulteriori restrizioni, per cui ha riacquistato da ieri la piena libertà.
“Non c’è nessun Pablo Escobar a Ronciglione, Mauro Fioravanti è completamente estraneo ai fatti ed è una vittima”, sostengono fin dal primo giorno i difensori. Presunti sgherri di Colafigli lo avrebbero minacciato di bruciargli il bar, se non avesse dato loro duemila euro al mese. “Era la fine di novembre del 2019 e lui la sera stessa ha chiamato i carabinieri e il giorno dopo è tornato in caserma a formalizzare la denuncia per tentata estorsione”, ricordano i difensori, secondo cui è stato messo in mezzo dal cugino 67enne Salvatore Princigalli , di Rignano Flaminio, finito anche lui ai domiciliari.
Secondo l’accusa, Fioravanti sarebbe stato coinvolto nell’acquisto di una partita di 30 chili di cocaina che dalla Colombia sarebbe dovuta sbarcare al porto di Napoli. In particolare, gli sarebbero stati consegnati 200mila euro per lo stupefacente, metà dei quali avrebbe fatto sparire, motivo per cui sarebbe stato minacciato di morte. “Questi qui ti danno fuoco, ti bruciano vivo”, lo avrebbe avvisato il cugino.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

