|
|
Tarquinia – (b.b.) – Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte. E a dare risposta a tutti quegli interrogativi che in queste ore si stanno affollando. Come è morto il camionista 40enne di origini romene ritrovato cadavere sulla spiaggia di Tarquinia? Come è caduto in mare dalla nave partita da Civitavecchia e diretta a Barcellona sulla quale si trovava a bordo? Solo alcuni, questi, i nodi da sciogliere e su cui stanno indagando gli inquirenti.
Il tragico ritrovamento è avvenuto martedì mattina, attorno alle 10, in località Spinicci. Il corpo di un uomo avvistato da un bagnino a una trentina di metri di distanza dalla riva e poi recuperato. Le braccia martoriate dalla lunga permanenza in acqua. Il corpo in forte stato di decomposizione. Quasi irriconoscibile.
Solo grazie ai documenti di identità ritrovati dagli agenti della polizia, immediatamente intervenuti sul posto assieme alla guardia costiera, è stato possibile risalire al nome e cognome del 40enne. Dargli un volto. E scoprire così che l’uomo, residente in Spagna e autotrasportatore per professione, si trovava su quella nave in viaggio di ritorno verso casa. Stando a indiscrezioni, all’interno delle tasche dei pantaloni sarebbero stati trovati il portafoglio, un telefono cellulare e un biglietto navale datato 5 giugno.
Cosa però abbia portato l’uomo a precipitare in acqua è ancora un mistero e spetterà agli inquirenti fare luce sulla vicenda. Nessuna ipotesi è al momento esclusa. Ore di attesa quindi per l’autopsia, disposta dalla procura di Civitavecchia e fissata per l’inizio della prossima settimana.
Fino ad allora il corpo del 40enne si trova al Verano di Roma. Poi si potrà organizzare il rimpatrio e l’ultimo saluto.
Articoli: Cadavere trovato privo di parte delle braccia: prima è stato avvistato in mare, poi la chiamata disperata per i soccorsi – Trovato cadavere sulla spiaggia, tragedia a Tarquinia
