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Traffico internazionale di cocaina, tra gli arrestati due cugini di Ronciglione e Rignano

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Banda della Magliana - Arrestato per droga il boss Marcello Colafigli

Banda della Magliana – Arrestato per droga il boss Marcello Colafigli


Viterbo – Ci sono anche due cugini di Ronciglione e Rignano Flaminio tra i 28 arrestati i cui nomi compaiono nelle 369 pagine dell’ordinanza del gip del tribunale di Roma sfociate nel maxiblitz dei carabinieri che ha riportato in carcere per traffico internazionale di droga il boss Marcello Colafigli.

“Marcellone” della banda della Magliana, 70 anni, fino all’alba di ieri era in regime di semilibertà. Secondo l’accusa sarebbe stato ai vertici di una organizzazione dedita al narcotraffico di sostanze stupefacenti in grosse quantità, anche da Spagna e Colombia, avendo rapporti con camorra, mafia foggiana e ‘ndrangheta, con albanesi inseriti in un cartello narcos sudamericano.

Restando nella Tuscia, è finito in carcere uno straniero domiciliato a Carbognano, Naser Xhylani, 55 anni, originario del Kosovo.


Banda della Magliana - Arrestato per droga il boss Marcello Colafigli

Banda della Magliana – Arrestato per droga il boss Marcello Colafigli


Le 28 persone colpite dalle misure cautelari che hanno toccato pure la Tuscia sono accusate a vario titolo di  associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, tentata rapina in concorso, tentata estorsione in concorso, ricettazione e possesso illegale di armi, procurata inosservanza di pena e favoreggiamento personale. A quanto hanno accertato i carabinieri nucleo investigativo e Dda di Roma, nella capitale era operativo un sodalizio, fin da giugno 2020, proprio nella zona della Magliana e sul litorale. Il bilancio è di 11 misure di custodia cautelare in carcere, 16 arresti domiciliari e un obbligo di firma.

Ai domiciliari sono invece finiti, come detto, due cugini. Uno è un 50enne residente a Ronciglione, Mauro Fioravanti, cui viene contestato il tentativo di importazione di un ingente carico di 30 chili di cocaina dalla Colombia per il boss Colafigli. Tentativo sfumato perché il ronciglionese avrebbe sottratto oltre 90mila euro degli oltre 190mila da consegnare ai narcos. Ai domiciliari rafforzati dal braccialetto elettronico, è finito anche il cugino di Rignano Flaminio, Salvatore Princigalli, di 67 anni, cui oltre alla tentata importazione di circa 30 chili di cocaina viene contestata anche la tentata rapina aggravata.  

Il cinquantenne di Ronciglione avrebbe rischiato grosso dopo la scoperta dell’ammanco dell’ingente somma di denaro consegnatagli per i colombiani. “Gli abbiamo dato 200mila euro che ci doveva fare il bonifico per mandarli fuori”, dicono i sodali intercettati, riservandosi di recuperare il denaro per passare poi alle vie di fatto. “Si è inventato che è bloccato il conto, sono tre giorni che lo stiamo prendendo per il collo, per non fargli male perché dobbiamo recuperare i soldi, dopo gli facciamo male”, proseguono. 


Banda della Magliana - Arrestato per droga il boss Marcello Colafigli

Banda della Magliana – Arrestato per droga il boss Marcello Colafigli


Mauro Fioravanti di Ronciglione e Salvatore Princigalli di Rignano Flaminio, in particolare, sarebbero stati entrambi coinvolti nel tentativo di importazione dell’ingente carico di 30 chili di cocaina che, secondo l’accusa, “verosimilmente su un’imbarcazione o un aereo dalla località colombiana Turbo” sarebbero dovuti arrivare presso il porto di Napoli, dove due presunti finanziatori di Cerignola avrebbero consegnato “cash” la somma di 192.800 euro.

Gli accordi con la criminalità organizzata napoletana avrebbero invece dovuto assicurare lo scarico della partita di droga.

I cugini di Ronciglione e Rignano Flaminio avrebbero dovuto garantire la disponibilità monetaria direttamente presso i fornitori colombiani della località Turbo. In particolare sarebbero stati incaricati delle operazioni di accredito della somma su conti bancari associati a carte di credito sicure per il successivo prelievo in Colombia. 

Silvana Cortignani


– Banda della Magliana: Marcellone in carcere per droga, arresti anche nella Tuscia


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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