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Vignale, riportata alla luce un’area artigianale polifunzionale: una rarità tra le città preromane

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Civita Castellana – “Se quarantacinque vi sembran pochi”, presentati al Forte Sangallo i risultati della terza campagna di scavi a Vignale. Tra le scoperte più importanti, quella di un’area artigianale polifunzionale, caso rarissimo tra le città preromane.

Luca Giampieri

Luca Giampieri


“Siamo giunti al termine della terza campagna di scavi – introduce i lavori il sindaco di Civita Castellana Luca Giampieri –  e i risultati ottenuti in questo periodo sono importanti, anche se l’obiettivo principale è quello di rendere il sito fruibile alla cittadinanza”, dello stesso parere anche il presente Claudio Ricci, primo cittadino della vicina Fabrica di Roma: “La nostra è una realtà interconnessa, soprattutto per quanto riguarda il filo storico, è di vitale importanza la sinergia che si è creata tra le nostre due cittadine”.

“Perché il titolo? Perché i giorni lavorativi sono 45 – spiega la dottoressa Maria Cristina Biella, etruscologa – e guardando con questa ottica, invece che con quella di tre anni di lavoro, le cose sono diverse. Abbiamo riaperto i luoghi e siamo ripartiti dalla metà occidentale, che a livello di indagine era la meno attesa. Quest’anno, nella parte di terreno che abbiamo denominato Saggio due, ci siamo imbattuti nel secondo cunicolo, che ci ha rallentato il lavoro perchè è molto stretto, appena 48 centimetri, e ha la stessa pendenza di quello incontrato lo scorso anno”.

Claudio Ricci

Claudio Ricci


Prosegue Biella: “Non sappiamo quale sia il loro punto di arrivo, né dove portino, ma si vedono delle tracce, le quali danno l’idea che sia stato scavato originariamente dall’interno. Questo cunicolo non va da solo, i due cunicoli sono paralleli e hanno la stessa pendenza. Un altro aspetto che ci ha rallentato ulteriormente è stato il riempimento di una parte piena di materiali, divisibili in ossa di animali e cocci di età ellenistica. Abbiamo trovato anche una moneta campana databile tra il quarto e la prima metà del terzo secolo avanti cristo. Tra le scoperte degli ultimi giorni alcune scritte, che sono ancora da approfondire”.

Maria Cristina Biella

Maria Cristina Biella


E poi: “Nel Saggio uno invece, la colorazione è diversa perché le strutture murarie hanno conservato un aspetto integro, grazie all’allineamento dei blocchi di tufo. Abbiamo scavato, e subito e’ saltata all’occhio la coerenza della progettualità. Ci sono vari strati, uno sull’altro, di diversi colori che sono scarti di materiali, c’è l’evidenza di attività produttive legate alla lavorazione del metallo e del corno. Siamo di fronte a un’area artigianale polifunzionale. Questo è uno dei rarissimi casi di città preromane in cui è possibile vedere questo”.

“Il materiale uscito è tantissimo – conclude Maria Cristina Biella – almeno una cinquantina di casse e non sono comprese le tegole. È un dato molto significativo. Ci fa piacere ringraziare i ragazzi che rendono possibile lo scavo e coloro che effettivamente rendono possibile questa cosa”.

Giusi De Novara


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