Viterbo – L’assemblea pubblica sulle trasmissioni elettromagnetiche a 5G
Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sabato 15 giugno si è svolta a Viterbo un’assemblea pubblica organizzata dal comitato Viterbo Insieme, in collaborazione con Orto InFesta, sul tema sempre più preoccupante delle trasmissioni elettromagnetiche a 5G.
Tre gli invitati d’eccezione per approfondire il tema e portare più conoscenza sul tema e sui suoi potenziali rischi. Il pomeriggio inizia con la relazione del professor Livio Giuliani, biofisico, già dirigente dell’Ispes/Inail, membro del gruppo di lavoro per i campi elettromagnetici nel giugno del 1997 e del gruppo di esperti per la Comunità Europea nel 1998-1999.
Queste date sono risultate molto importanti perché sono stati i punti di partenza dell’excursus storico per capire l’evoluzione normativa sulle grandezze fisiche poi regolamentate con i limiti di cui si è andato a parlare. Giuliani ha relazionato sui limiti generali e su come grazie al suo gruppo di lavoro e fino al 2024, questi siano fissati sulla soglia del 6V/metro, cosa che non ha impedito a vari governi, non ultimo quello Meloni, di cercare sempre di oltrepassarlo (riuscendoci proprio ultimamente dal 29 aprile per portarlo alla soglia critica di 15V/m).
Una storia che mostra come gli organismi di potere e le varie lobbies abbiano cercato in tutti i modi e nonostante pletore di ricerche scientifiche di innalzare questi limiti a discapito di qualsivoglia principio di precauzione e di salute individuale; in particolare proprio sul 5G dove tutti hanno indistintamente dichiarato che non sia stato chiesto né acquisito alcun parere sanitario – come ammette anche Il Ministero della Salute che ha pure comunicato ad Amica che “Non risultano atti che coinvolgano lo scrivente Ufficio e la Direzione generale nell’ambito del processo di concessione delle frequenze per la rete di telecomunicazioni 5G, né l’argomento è stato oggetto di pratiche istruite presso il Consiglio Superiore di Sanità”.
A seguire è stata la volta del professor Fiorenzo Marinelli, biologo e già ricercatore presso l’Istituto Genetica Molecolare e del Consiglio Nazionale dell Ricerche di Bologna, nonché collaboratore presso il Centro Ricerche per lo Sviluppo Sostenibile della Sapienza di Roma, da molti anni consulente per la valutazione di impatto sull’ambiente per comuni, associazioni e comitati. Con una relazione tecnica molto dettagliata si sono andati ad affrontare gli effetti biologici dei campi elettromagnetici alla luce anche dell’avanzamento della ricerca sul campo; nonché gli elementi di rischio ambientale dei suddetti campi. Studi che mostrano il tasso di incremento tumorale relativo all’esposizione alle onde elettromagnetiche e di come l’uso del cellulare in determinate condizioni porti in particolare a forme di malattie degenerative, dipendenze, disturbi neurologici.
Infine il professor Fiorenzo Frajoli ha tratteggiato degli aspetti politici della questione, sottolineando la gravità dell’assenza degli amministratori locali invitati a questo tipo di eventi di vitale importanza per la comunità. Ci si è anche domandati in effetti quale sia la necessità effettiva di aumentare le soglie e l’ampiezza delle frequenze quando tutto i benefici che ci vengono presentati sono già ampiamente usufruibili con le attuali tecnologie. Rimangono i dubbi e pesano quindi i sospetti su un uso non conforme rispetto a quanto ventilato da legislatori e aziende. Il rapporto rischi/benefici di cui Frajoli parlava come elemento per la presa delle decisioni politiche, è un punto chiave spesso falsato dai tempi richiesti dai primi, e dagli apparenti benefici sventolati in maniera acritica.
A conclusione del dibattito seguito alla conferenza, sono stati lasciati una serie di siti e contatti e indicazioni per continuare una battaglia per la trasparenza e la salute dei cittadini.
Viterbo insieme
