- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Ha accarezzato i capelli di mia figlia di sei anni, poi si è chinato di scatto e l’ha baciata in bocca”

Condividi la notizia:


Francesco Oddi

Il presidente del tribunale e della corte d’assise Francesco Oddi

Walter Pella

Il difensore di parte civile Walter Pella

Paola Conti

Il pubblico ministero Paola Conti

Civita Castellana – “Ha accarezzato i capelli lunghi di mia figlia, poi si è chinato di scatto e l’ha baciata sulla bocca”. A raccontarlo la mamma della bambina di sei anni che verso le sei del pomeriggio del 22 ottobre 2019 stava attraversando la strada per portare la piccola a giocare al parco quando ha incontrato un connazionale 43enne ubriaco che l’ha fermata vicino alle scuole di Civita Castellana, con la scusa di dirle che conosceva suo fratello.

“Come sempre era talmente ubriaco che non si reggeva in piedi e puzzava di alcol da lontano. Mia figlia ha fatto un salto indietro e io me la sono nascosta dietro, dicendo a lui come si fosse permesso. Poi mi sono diretta verso la panchina dove c’erano delle mamme, ma nessuna aveva visto niente”, ha spiegato.

Nonostante non avesse testimoni, la donna, una 35enne di nazionalità romena, non ci ha pensato su due volte. Si è recata in caserma e ha sporto denuncia ai carabinieri. Un bel guaio per l’uomo. peraltro padre di famiglia, finito a processo davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo per violenza sessuale pluriaggravata, considerata anche l’età inferiore ai dieci anni della parte offesa. 

Il dibattimento è entrato nel vivo ieri, con la testimonianza della madre, che si è costituita parte civile anche per la figlia minore con l’avvocato Walter Pella. L’imputato, che era presente in aula, è difeso d’ufficio dall’avvocato Silvia Grassi. Pubblico ministero, il sostituto procuratore Paola Conti.

“La stessa sera, mi è arrivato un messaggio su Facebook da un account riconducibile alla moglie, c’era scritto ‘stai attenta ragazzina, che sappiamo chi sei'”, ha proseguito la madre della piccola, ma di quel messaggio non è rimasta traccia, “non l’ho salvato”, né è stato messo a verbale nella querela. Il prossimo 16 settembre, tra i testimoni della difesa, sarà sentita la compagna dell’imputato, anche per capire chi e in che termini le abbia riferito l’accaduto

La figlia, oggi 11enne, la cui versione non è stata cristallizzata nell’incidente probatorio, a distanza di quasi cinque anni è stata visitata dalla psicologa forense e psicoterapeuta dell’età evolutiva Marilena Mazzolini, ieri assente a causa di un legittimo impedimento. Secondo indiscrezioni, però, non ricorderebbe il fatto. 

L’imputato, che avrebbe diversi figli più o meno coetanei della piccina molestata davanti alla madre per strada, già in precedenza si sarebbe preso delle confidenze “sospette” con madre e figlia: “Mia figlia aveva i capelli lunghissimi, è carina. Lui si fermava a guardarla, la fissava, le diceva ‘sei bellissima’. Me lo trovavo spesso dietro, in paese e anche al supermercato. Una volta voleva pagarle un dolcino, ‘lo compro io, lo pago io’, ma io dissi di no all’offerta e pagai di tasca mia”.

La difesa, ma anche il presidente della corte d’assise Francesco Oddi, hanno fatto molte domande alla 35enne per capire se ci fossero altri potenziali testimoni tra le persone della comunità romena di Civita Castellana cui avrebbe confidato la presunta aggressione a sfondo sessuale e chiesto ai fini della querela le generalità complete e l’indirizzo del molestatore di cui sapeva solo il nome. Ma la donna, dicendosi in quel momento sotto shock e preoccupata per la bimba, ha spiegato: “Non pensavo ad annotarmi con chi stavo parlando, pensavo solo a mia figlia”.

Non ha chiesto neanche il sostegno di uno psicologo, né per sé, né per la piccola. “Temevo contraccolpi, che avesse gli incubi di notte, invece dopo avermi chiesto cosa fosse successo e cosa volesse quel signore, non c’è più tornata su. Mia figlia, per fortuna, stava e sta bene. E io so gestirmi da sola. Non ne ho sentito l’esigenza”.  

Silvana Cortignani


Articoli: Bimba baciata sulla bocca da un quarantenne, la vittima testimone contro l’uomo accusato di violenza sessuale – Accarezza e bacia in bocca bimba di meno di 10 anni, a giudizio davanti alla corte d’assise


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: