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Anche Viterbo nel romanzo “L’ultimo conclave” del maestro del thriller Glenn Cooper

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Viterbo – Che il maestro internazionale del thriller, Glenn Cooper, ambienti i suoi romanzi tra i meandri e i segreti del Vaticano non è una novità. Che nei suoi libri parli però espressamente di Viterbo, lo è eccome.

Il libro "L'ultimo conclave" di Glenn Cooper

Il libro “L’ultimo conclave” di Glenn Cooper


La città dei papi fa infatti capolino nell’ultimo romanzo di Glenn Cooper, dal titolo “L’ultimo conclave”, pubblicato nel 2024. Il libro parte dalla morte prematura, dopo soli due anni di pontificato, di Papa Giovanni XXIV: un pontefice progressista, che ha nominato una suora come segretaria di stato e che rifugge i rigidi dogmi vaticani. Ecco allora un nuovo conclave per eleggere il suo successore, che attira a Roma milioni di persone tra membri del clero, fedeli, giornalisti e analisti. Nessuno si aspetta di certo di vedere la fumata bianca il primo giorno, ma i sospetti che qualcosa di strano stia succedendo aumentano ora dopo ora: dal comignolo su cui sono puntate le telecamere di tutto il mondo non esce nemmeno la fumata nera. 

Suor Elisabetta Celestino, segretaria di stato vaticano, decide allora di fare una cosa senza precedenti: rompere il sigillo per capire cosa sia successo. E la scoperta lascia incredulo tutto il mondo: la Cappella Sistina è vuota. Iniziano allora le indagini e i misteri, in un lotta crescente contro un gruppo di persone oscure e potenti che tramano contro la chiesa per distruggerla e ricostruirla dalle fondamenta.

Glenn Cooper

Glenn Cooper


Viterbo viene citata quasi all’inizio del romanzo direttamente dalla bocca di Cal Donovan, il protagonista. Arrivato a Roma come collaboratore della Cnn per commentare il conclave, Donovan si unirà subito alle indagini per capire cosa sia successo e chi ci sia dietro quella clamorosa sparizione. La scena in cui si parla della città dei papi è ambientata infatti nel primo giorno del conclave quando il protagonista, collegato in diretta per la Cnn, racconta agli spettatori che non ci sono certezze sulla durata dell’elezione del nuovo pontefice e che addirittura, nel 13esimo secolo, il conclave a Viterbo è durato più di due anni. Il più lungo della storia.

Il riferimento è all’elezione papale del 1268-1271, che ha poi portato al pontificato di papa Gregorio X. Donovan racconta ai milioni di spettatori collegati sulla Cnn questa storia, quando per la prima volta i cardinali vennero chiusi “cum clave” (appunto a chiave) dentro le stanze del palazzo papale di piazza San Lorenzo. 

Viterbo - Palazzo dei Papi

Viterbo – Palazzo dei Papi


“È successo a Viterbo: l’impasse prolungata tra le fazioni italiana e francese ha avuto un impatto così devastante sulle risorse della città che gli abitanti hanno rinchiuso i cardinali nel loro palazzo, nutrendoli a pane e acqua – racconta il protagonista del romanzo, microfono in mano e in diretta televisiva sulla Cnn -. Siccome nemmeno questo è bastato per risolvere l’impasse, i viterbesi hanno strappato via il tetto dell’edificio per rendere l’esperienza ancora più spiacevole per i cardinali. Questa tradizione di accelerare i conclavi particolarmente prolungati rendendoli più sgradevoli è proseguita poi nel tempo”.

Dunque Viterbo, ma soprattutto i viterbesi. Che hanno fatto volgere verso questo angolo d’Italia – così vicino e allo stesso tempo così lontano da Roma – lo sguardo di uno degli autori più letti e apprezzati a livello internazionale, autore di bestseller da milioni di copie. Che ci volesse forse Glenn Cooper per far conoscere al mondo la storia dei conclavi, nata secoli fa tra i sampietrini di Viterbo?

Lugaro


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