Qui una volta c’era il cinema Metropolitan
Viterbo – C’era una volta il cinema. A Viterbo. Anzi, ce n’erano 6. Azzurro, Genio, Metropolitan, Lux, Trento e Trieste. Tra Viterbo e la Quercia. L’ultimo a chiudere i battenti, 12 anni fa. Dopodiché il nulla.
Viterbo – Qui una volta c’era il cinema Genio
Al loro posto, adesso, ci sono un negozio d’abbigliamento, l’Azzurro in via Cattaneo, una scuola danza, il Trento alla Quercia, un bar, il Lux a viale Trento, una porta chiusa, il Trieste a viale Trieste, e il degrado, il Metropolitan a San Faustino e il Genio su corso Italia. Un migliaio di posti a sedere svaniti nel nulla. Imprese e associazioni che non ci sono più. Incassi persi. Una città capoluogo, caso forse unico in Italia, che non ha più l’ombra di un cinema. A parte chi, con coraggio, ancora ci prova. Ad esempio il teatro San Leonardo in via Cavour, di Giuseppe Berardino e Vanessa Sansone, che dall’anno scorso ha avviato delle proiezioni settimanali d’essai. Sospese d’estate e dal futuro comunque sia incerto.
Il Genio, un tempo teatro, in centro storico. In una città che di teatri ne contava diversi, non solo l’Unione. Il Genio, che aveva resistito anche alla guerra e ai bombardamenti che rasero al suolo la città dei papi che, proprio per questa tragedia, è medaglia d’argento al valore civile. Più di mille morti in un anno solo. Oggi, invece, davanti al Genio, impalcature, bitumiere e lavori in corso. Dentro, una platea e un piano sovrapposto, Dio solo sa. A ricordare il passato, il nome della via, via del teatro Genio, e una scritta, che oggi sembra più che altro un monito: Cinema. Pure dello spazio pubblicitario dove si mettevano le locandine dei film in piazza delle Erbe, non c’è più traccia. Al suo posto cartelli turistici che ricordano, ironia della sorte, come un tempo Viterbo fosse punto di riferimento di set cinematografici che poi portavano a pellicole che hanno fatto la storia non solo del cinema, ma della cultura di un intero paese.
Viterbo – Qui una volta c’era il cinema Lux
E, a proposito di locandine, in giro per la città, come piccoli monumenti ai caduti, monumento al milite ignoto del cinema a Viterbo, ci sono ancora gli spazi dove si incorniciavano gli annunci dei film nelle diverse sale cittadine. A porta Romana, a via Marconi e in uno dei parcheggi lungo viale Raniero Capocci. Forse pure da qualche altra parte.
Viterbo – Qui una volta c’era il cinema Trieste
Il Metropolitan conserva ancora la scritta. A San Faustino, quartiere popolare a ridosso di piazza della Rocca e delle mura. Tutt’attorno, erbaccia, monnezza e calcinacci che mano mano si staccano e vengono giù. Anche lì si legge Cinema. Ma è soltanto un bluff.
Viterbo – Qui una volta c’era il cinema Azzurro
Dopodiché il Trieste, a difesa del quale una dozzina d’anni fa ci fu pure una manifestazione che attraversò un pezzo di città fino a piazza del Teatro. Qui non c’è proprio più niente. Nemmeno il ricordo. Oppure Lux, dove l’annuncio del film in onda ti arrivava dritto in faccia passando per piazzale Gramsci con la macchina, con il cartellone all’incrocio con il passaggio ferroviario; o il Trento, l’ultimo ad abbassare le serrande, in quel significativo anfratto, per tutto ciò che di vero in quel cinema c’è passato, tra la basilica di Santa Maria della Quercia e le piazze là davanti che si affacciano alla campagna, verso Vitorchiano.
Viterbo – Qui una volta c’era il cinema Trento
Infine l’Azzurro, che per certi aspetti è quello che se la passa meglio. Adesso, invece di andarci a vedere un film, chi vuole ci si può comprare un vestito. Magari per andarselo a vedere, il film, da un’altra parte. Sicuramente in un’altra città.
Daniele Camilli
Fotogallery: C’era una volta il cinema…





