Viterbo – Come sarà il clima nella Tuscia tra 60 anni? Caldo come l’odierna Sicilia o il sud della Spagna. A meno che non si riesca a ridurre l’inquinamento atmosferico.
Lo statunitense Matt Fitzpatrick, docente e ricercatore dell’università del Maryland, ha realizzato un progetto chiamato Cityapp, grazie a cui è possibile immaginare come potrebbe essere il clima nel 2080 in varie città del mondo, secondo una serie di modelli meteorologici che considerano l’evoluzione dei cambiamenti climatici sotto l’impatto dell’inquinamento.
Ambiente – Le previsioni del clima a Viterbo tra 60 anni secondo l’università del Maryland
Sulla base di questo programma, se non saranno ridotte le emissioni inquinanti, Viterbo tra 60 anni potrà avere un clima totalmente assimilabile a quello che oggi si trova in Andalusia, nel sud della Spagna. Rispetto alla situazione attuale, il capoluogo della Tuscia vivrà estati più calde di 7,1 gradi centigradi e più secche del 20%. Temperature medie più alte di 4,2 gradi in inverno.
Per quanto riguarda Civitavecchia, le estati avranno temperature più elevate di 6,4 gradi e più asciutte di quasi il 26%, mentre in inverno faranno 4,1 gradi in più. L’area climatica oggi associabile a quello che potrebbe essere Civitavecchia nel 2080 è la provincia di Palermo.
Roma trova il suo paragone con l’attuale Berat, una città dell’Albania meridionale, e nella stessa zona si rispecchia il clima della Terni del 2080.
Questo scenario quasi catastrofico dipinto da City app prevede, tuttavia, una versione molto meno estrema. Il futuro climatico del pianeta potrebbe essere nettamente migliore se si ottenessero risultati importanti in termini di riduzione delle emissioni inquinanti (pur rimanendo comunque sopra ai limiti previsti dagli accordi di Parigi).
In quest’ultimo caso, le temperature medie di Viterbo e Civitavecchia si alzerebbero di circa 2 gradi, con un clima simile a quello dell’attuale sud della Francia per la Città dei papi, mentre Civitavecchia avrebbe una condizione oggi paragonabile all’isola spagnola di Maiorca.
Alessandro Castellani
