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“Concorsi in provincia, vergognoso che FdI li accosti alla vicenda Allumiere”

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Viterbo – “Concorsi in provincia, vergognoso che FdI li accosti alla vicenda Allumiere”. Alessandro Romoli convoca una conferenza stampa apposita e passa all’attacco dopo l’articolo di Repubblica in cui si prendono in esame vincitori e idonei alle procedure concorsuali di palazzo Gentili, facendo notare come diversi siano amministratori, politici, parenti o amici di.


Francesco Loricchio, Franco Fainelli e Alessandro Romoli

Francesco Loricchio, Franco Fainelli e Alessandro Romoli


Il presidente prima ribadisce la correttezza delle procedure, facendosi aiutare dal segretario generale Francesco Lavoricchio e dal dirigente settore amministrativo Franco Fainelli, poi va all’attacco. Nel mirino, in particolare Fratelli d’Italia che in un comunicato ha annunciato l’accesso agli atti del proprio capogruppo Luca Giampieri, per fare chiarezza sui concorsi e citando Allumiere con le note vicende concorsuali.

“Il capogruppo di Fratelli d’Italia – ribatte Romoli – sta qui da due anni, ha accesso a tutti gli atti. La sua richiesta è stata evasa ieri, essendo facoltà di tutti i consiglieri accedere agli atti amministrativi. Non si capisce perché abbia deciso di farlo una volta che abbiamo dato un assetto in termini di deleghe e incarichi”. Ovvero, si è formata una maggioranza in consiglio provinciale, di cui FdI non ne fa parte.

A pensar male verrebbe da dire che l’hanno fatto perché sono rimasti fuori dall’amministrazione provinciale”.

Nel merito dei concorsi, invece: “In queste graduatorie, di cui finora non mi ero curato – prosegue Romoli – ci sono amministratori di ogni partito, Fratelli d’Italia compreso. Ma non farò nomi e cognomi, perché la ritengo una barbarie. Questa è una caccia alle streghe ed è mio dovere salvaguardare l’ente”.

Quello che più infastidisce Romoli è l’accostamento alla vicenda concorsi che tanto ha fatto discutere. “FdI avvicina Allumiere a Viterbo. Questione vergognosa che umilia la politica, appartiene a stagioni passate da decenni. Respingiamo ogni tipo d’illazione e siamo pronti a dimostrare la correttezza del nostro operato in ogni sede. È una vergogna e una barbarie politicamente, l’esporre i nomi. Solo perché parente di qualcuno non si possoni fare concorsi. Vuol dire essere forcaioli e ledere la dignità delle persone”.


Alessandro Romoli

Alessandro Romoli


Rivendica poi la bontà della scelta d’indire concorsi per reperire personale e mettere a disposizione le graduatorie degli idonei, utili in particolare ai piccoli comuni.

Fainelli, invece, entra nel dettaglio. Sono stati sette i concorsi banditi. “Due posti da istruttore amministrativo, con 407 domande, ammessi 387 idonei 49. Un posto era riservato a militari con requisiti. Istruttore contabile, 130 domande 111 ammessi e 17 idonei in graduatoria finale. Poi due posti da funzionario amministrativo: 210 domande con 196 ammessi e 45 idonei. Anche qui c’era una riserva, un posto ad appartenenti alle forze armate. Quindi, un posto da istruttore servizi finanziari, con 61 domande arrivate, 54 ammessi e 10 idonei, pure in questo caso una riserva per ex militari.

Ancora, un posto da istruttore ambientale, per il quale sono arrivate 116 domande, con 98 ammessi e 16 idonei. Due posti per funzionario tecnico, di cui uno per riserva, con 98 domande, 88 ammessi e 19 idonei, quindi una procedura per collaboratore legato alla sorveglianza stradale”.

In totale, 1159 domande, con 900 ammessi. Le domande sono quelle arrivate per iscriversi al concorso, gli ammessi sono quelli che hanno avuto accesso alle prove e gli idonei quelli che hanno passato la prova e chi non ha vinto entra nella lista a disposizione degli enti locali, da cui possono attingere per assumere.

“Secondo la programmazione del fabbisogno di personale – aggiunge Fainelli – avremo necessità di altri 16 dipendenti, prendendoli dalla lista a scorrimento, che si aggiungono agli 11 assunti. Già 5 sono entrati, compatibilmente con le esigenze di bilancio si procederà al resto”.

Mentre per le procedure di concorso c’è stato solo un ricorso al Tar. “Da parte di una persona che si è vista negare la riserva militare a fronte di certificazioni del ministero della Difesa che ha ritenuto non se ne dovesse avvalere”.

Per la gestione è stata utilizzata una piattaforma esterna, come esterni erano i componenti della commissione, presidente escluso.

“La partecipazione è stata nutrita – spiega il segretario generale della provincia Francesco Loricchio – aspetto che non ha trovato riscontro nelle fasi di selezione. Molti hanno superato lo scritto, ma c’è stata scarsa partecipazione all’orale. Ero presidente in tutte le commissioni, le valutazioni sono state date in assoluta concordia e in modo oggettivo. Qualcuno non ha raggiunto il punteggio minimo. Chi ha partecipato a più selezioni, magari ha ottenuto giudizi differenziati. Tutto si è svolto in modo regolare in ogni fase del concorso. Gli atti sono stati pubblicati”.

Giuseppe Ferlicca


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