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Detenuto strangolato in carcere, giudizio immediato per l’omicida

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Viterbo – (sil.co.) – Lo scorso 19 dicembre ha ucciso il compagno di cella strangolandolo, a processo per omicidio volontario il detenuto 22enne di origini bulgare Tsvetkov Krasimir Ilyianov.

Viterbo - Il carcere di Mammagialla - Nel riquadro: Alessandro Salvaggio

Viterbo – Il carcere di Mammagialla – Nel riquadro: Alessandro Salvaggio


Vittima un 49enne, Alessandro Salvaggio, siciliano, originario di Mazzarino in provincia di Caltanissetta e residente a Barrafranca in provincia di Enna, con precedenti per spaccio, che a Viterbo stava scontando una condanna a due anni per evasione.

La vedova Lucietta Carnazzo e i due figli di 24 e 25 anni, che hanno sporto denuncia nei confronti del carcere, sono assistiti dall’avvocato Giacomo Luca Pillitteri del foro di Enna.

Omicidio Salvaggio - L'avvocato della famiglia, Giacomo Luca Pillitteri

Omicidio Salvaggio – L’avvocato della famiglia, Giacomo Luca Pillitteri


Lunedì il gip Rita Cialoni ha accolto la richiesta di giudizio immediato depositata il 18 giugno dal pubblico ministero Massimiliano Siddi, fissando a ottobre la prima udienza del processo davanti alla corte di assise del tribunale di Viterbo.

La difesa può chiedere per l’imputato il processo col rito abbreviato, che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena. Il giovane omicida è assistito dall’avvocato Giacomo Marganella.

Salvaggio sarebbe morto per asfissia. La procura ha disposto l’autopsia, accertamento tecnico cui anche la famiglia ha preso parte con un proprio consulente, il medico legale Cataldo Raffino di Catania.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva


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