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Viterbo – (sil.co.) – Un successo il nuovo sciopero indetto per i giorni 10, 11 e 12 luglio dagli avvocati penalisti contro l’emergenza del sovraffollamento nelle carceri, i suicidi e le aggressioni.
Si è aperta oggi con una raffica di rinvii la tre giorni di astensione dalle udienze – mercoledì, giovedì e venerdì – proclamata a livello nazionale dall’Unione delle camere penali, con l’adesione massiccia dei legali iscritti alla “Ettore Camilli Mangani” di Viterbo, presieduta dall’avvocato Remigio Sicilia.
I motivi dell’astensione vengono spiegati nella delibera consiliare di adesione alla mobilitazione nazionale, dello scorso 24 giugno.
“Questo consiglio direttivo – viene sottolineato dal presidente Sicilia – ha già avuto modo di esprimere la propria condivisione alle evidenziate problematiche attinenti l’esigenza di intervenire sul tragico fenomeno dei suicidi in carcere e sulla necessità di attuare rimedi idonei a scongiurare la morte, per malattia o per suicidio, negli istituti penitenziari nonché, in generale, per interrompere il sovraffollamento carcerario ed intervenire sulla ormai nota e cronicacarenza negli organici degli agenti penitenziari, dei medici, degli psichiatri e degli operatori sociali nonché, non ultimo, per prevenire nuovi episodi di violenze sui detenuti e quindi, e principalmente, intervenire nell’opera di persuasione del Governo e della politica tutta sulla necessità di attuare rimedi efficaci in tempi ormai da ritenersi obbligatoriamente ristretti”.
“Nonostante le problematiche evidenziate ed il tempo decorso – viene quindi spiegato – nessun intervento concreto si è posto da parte del governo e delle Istituzioni, contravvenendo altresì alle indicazioni e direttive del comitato dei ministri del consiglio d’Europa che aveva avuto già modo di sottolineare la presenza nelle carceri italiane di ‘condizioni preoccupanti'”.
No solo: “Da ultimo la magistratura associata ha ritenuto di non sottoscrivere, congiuntamente all’Ucpi che ne sollecitava l’adesione,un documento finalizzato a richiedere al governo di intervenire con misure urgenti ed immediate al fine di operare la deflazione carceraria, così dimostrandosi, innegabilmente, che l’emergenza del sistema dell’esecuzione penale e carceraria non rientra, a quanto pare, tra le priorità dei cosiddetti sindacati delle toghe”.
Secondo l’Unione camere penali “la situazione del sovraffollamento carcerario appare ingravescente anche in considerazione della legislazione carcerocentrica e securitaria adottata dal governo, che ha finanche determinato un incremento mai registrato di ingressi nelle carcere minorili anch’esse poste in condizioni di grande sofferenza con ovvie ricadute sotto il profilo della sicurezza” e che “la stessa magistratura non è disposta a fare ricorso solo in casi veramente eccezionali alla misura della custodia cautelare in carcere, ad applicare in modo esteso le pene sostitutive introdotte dalla riforma Cartabia ed a riconoscere benefici penitenziari sulla base di criteri che tengano conto delle condizioni inumane di detenzione, continuando così a contribuire all’aggravarsi della condizione dei detenuti”.
Domani, a partire dalle ore 14,30, manifestazione a Roma in piazza dei Santi Apostoli.
