Viterbo – “La manifestazione d’interesse per la gestione dell’Emporio solidale che vuole fare il comune è una scelta sciagurata, scellerata e offensiva. Significa mettere in discussione quello che abbiamo fatto fino adesso”. Domenico Arruzzolo, presidente di Viterbo con Amore, l’associazione che dal 2018 gestisce l’Emporio di Santa Barbara, quartiere di 12 mila abitanti a nord della città.
Il comune della sindaca Chiara Frontini ha deciso, dopo giorni di attesa, di prorogare la convenzione in essere con Viterbo con Amore per altri 18 mesi.
“L’Emporio solidale non è del comune – precisa poi Arruzzolo -. La convenzione è stata prorogata per 18 mesi, ma in questi 18 mesi è stato dato mandato agli assessorati ai servizi sociali e al patrimonio di mettere in campo i presupposti per fare una manifestazione d’interesse, una procedura di comparabilità tra diverse proposte per gestire il servizio”.
Tuttavia, “se il comune – sottolinea Arruzzolo – dovesse restare fermo su questa decisione, noi siamo intenzionati a non partecipare alla manifestazione d’interesse. Ce ne andiamo”.
Il presidente di Viterbo con Amore Domenico Arruzzolo
Ci spiega che cosa è successo con l’Emporio solidale?
“È successo che, avvicinandoci al rinnovo della convenzione tra comune e Viterbo con Amore, vedevamo che l’amministrazione tergiversava. A quel punto ho scritto una lettera dicendo al comune che se la convenzione non veniva rinnovata, l’Emporio avrebbe chiuso. Senza convenzione non possiamo infatti occupare legittimamente i locali di Santa Barbara. Ecco però che abbiamo scoperto una cosa”.
Cosa?
“Sembrerebbe che una funzionaria del comune, rileggendo alcuni aspetti del codice del terzo settore, abbia chiesto al comune, per affidare i locali dell’Emporio, di fare una procedura di comparabilità. In sintesi, una manifestazione d’interesse per vedere se sul territorio ci sono altre associazioni disposte ad occuparsi di questo servizio”.
Ve lo aspettavate?
“No, non ce lo aspettavamo. Perché è vero che il comune ci mette le mura, ma tutto quello che c’è dentro ce lo ha messo con Viterbo con Amore. L’idea stessa dell’Emporio solidale è proprietà intellettuale di Viterbo con Amore. Ci è sembrato come se attivare il servizio fosse stato il comune. E non è così. Siamo stati noi”.
Alla fine, però, la convenzione è stata prorogata…
“La convenzione è stata prorogata per 18 mesi. Noi siamo andati in comune aspettandoci che fosse rinnovata per altri tre anni, come sempre accaduto. Non solo, ma in questi 18 mesi è stato dato mandato agli assessorati ai servizi sociali e al patrimonio di mettere in campo i presupposti per fare una manifestazione d’interesse, una procedura di comparabilità tra diverse proposte per gestire il servizio”.
Viterbo – L’Emporio solidale di Santa Barbara
Che ne pensate della scelta del comune di fare una manifestazione d’interesse per gestire l’Emporio?
“La manifestazione d’interesse per la gestione dell’Emporio è una scelta sciagurata, scellerata e offensiva. Significa mettere in discussione quello che abbiamo fatto fino adesso. Anche perché l’Emporio solidale non è del comune”.
Se il comune dovesse restare fermo su questo tipo di scelta, Viterbo con Amore cosa farà?
“Se il comune dovesse restare fermo su questa decisione, noi siamo intenzionati a non partecipare alla manifestazione d’interesse. Ce ne andiamo”.
Viterbo – La sindaca Chiara Frontini
I locali dove si trova l’Emporio sono del comune?
“No, la struttura è di proprietà dell’Ater. Ater che l’ha data poi al comune per farci delle attività sociali. L’amministrazione comunale paga poi all’Ater un affitto di circa 200 euro al mese. Una struttura che il comune ha concesso in comodato d’uso a Viterbo con Amore. L’amministrazione paga l’affitto, la luce e l’acqua. Noi abbiamo firmato la prima convenzione nel 2018 con il sindaco Leonardo Michelini, rinnovandola nel 2021 con Giovanni Arena. Anni in cui il codice del terzo settore già esisteva. Vorrei poi precisare che tutto quello che fa Viterbo con Amore, lo fa gratuitamente e a titolo di volontariato”.
Come funziona l’Emporio solidale?
“L’Emporio solidale nasce come presidio alla povertà assoluta. Da noi vengono famiglie povere. Quando bussano alla nostra porta, portano l’Isee che deve essere al di sotto dei 9 mila euro. L’altro criterio è la residenza in provincia. Dopodiché le famiglie fanno un colloquio e al termine, nel giro di una quindicina di giorni, se ne hanno diritto, diamo una tessera che dà diritto a fare la spesa gratuitamente per un anno. Da noi trovano prodotti per l’igiene personale e per la casa e alimenti. Non solo, ma l’Emporio porta avanti anche delle attività dedicate ai bambini, come il doposcuola e per 60 ragazzi le attività sportive con le società del territorio. Dal calcio al nuoto, fino al karate”.
Quante sono le famiglie assistite?
“In questo momento le famiglie che assistiamo sono 270, vale a dire 700 persone. Dal 2018 ad oggi sono passate per l’Emporio 850 famiglie”.
Quanti i volontari che lavorano all’Emporio?
“I volontari sono una cinquantina che sistematicamente provvedono al funzionamento dell’Emporio”.
Daniele Camilli
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