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L’estrema destra vola in Francia, Marine Le Pen ottiene il 33 per cento al primo turno ma ancora non basta

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Parigi – Una vittoria netta e senza precedenti. Al primo turno delle elezioni legislative francesi, che si sono svolte ieri, il Front National di Marine Le Pen ha superato il 33 per cento dei voti: non è stato sufficiente per vincere subito, ma il secondo turno – che si svolgerà tra una settimana – potrebbe consegnare alla Francia per la prima volta nella sua storia un governo di estrema.

Marine Le Pen

Marine Le Pen


Altrettanto netta, invece, è la sconfitta del presidente francese in carica, Emmanuel Macron, che si ferma tra il 20 e il 22 per cento. Molto meglio il cartello della sinistra unita, il Nuovo Fronte Repubblicano di Mélenchon e Glucksmann, che arriva al 29 per cento.

“Abbiamo cominciato a cancellare il blocco macroniano – ha commentato ieri sera Marine Le Pen -. Questa di stasera è la prima tappa di una marcia verso l’alternanza politica per condurre le riforme di cui ha bisogno il paese”. Obiettivo della leader di Front National è quello di ottenere il governo del paese con la nomina a primo ministro del suo delfino, il 28enne Jordan Bardella. Per sé stessa, invece, Marine Le Pen sogna la presidenza francese con la corsa all’Eliseo alle prossime elezioni presidenziali del 2027.

Sarà dunque una settimana cruciale per le forze alternative dell’estrema destra, che se vogliono avere una speranza di fermare Le Pen non hanno alternative all’alleanza. “Davanti al Rassemblement National, è arrivato il momento di un’ampia unione chiaramente democratica e repubblicana per il secondo turno”, ha infatti commentato il presidente Macron all’esito del voto di ieri. Dello stesso avviso Mélenchon e Glucksmann, i leader della coalizione di sinistra Nuovo Fronte Popolare, che hanno già annunciato che “Neppure un voto andrà a Marine Le Pene” e che ritireranno i propri candidati ovunque siano arrivati terzi.

La strategia sembra infatti essere quella della desistenza tra la sinistra e Macron: si tratterebbe infatti di ritirare i propri candidati in uno o più collegi per far convergere i voti sul candidato con maggiori possibilità di farcela, che sia centrista di Macron o della sinistra di Mélenchon e Glucksmann. 

Fondamentali, al secondo turno già fissato per la prossima settimana, saranno i repubblicani che non hanno seguito Eric Ciotti nel suo accordo con l’estrema destra di Le Pen e che hanno ottenuto comunque un considerevole 10 per cento. Potranno essere l’ago della bilancia, ma al momento dai quadri dirigenti del partito non sembrano essere arrivate indicazioni di voto ai propri elettori.

In Francia sarà dunque una settimana lunga e complessa, con chiamate alle armi da una parte e dall’altra: l’estrema destra che vuole archiviare la parentesi di Macron strappandogli il premierato per poi puntare alle presidenziali nel 2027, e la sinistra che cerca una coalizione ampia per impedire che il potere vada nelle mani dell’estrema destra.


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