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Roma – (sil.co.) – Mazzette per l’aeroporto di Viterbo, le intercettazioni su Armando Siri si possono utilizzare.
A stabilirlo è stata la corte costituzionale i cui giudici hanno dato in parte ragione ai magistrati romani. Così il processo per corruzione in cui è imputato l’ex sottosegretario e oggi super consulente a palazzo Chigi del vicepremier, potrebbe ripartire a breve.
La deliberazione con cui il senato negava al tribunale di Roma l’utilizzo delle intercettazioni che riguardano l’ex sottosegretario ai trasporti è stata annullata perché in contrasto con la costituzione. “Non spettava al senato negare l’autorizzazione”, scrivono i giudici che, accogliendo il ricorso dei magistrati capitolini, stabiliscono però che per le intercettazioni qualificate in precedenza come indirette – e cioè quelle successive al 15 maggio 2018 – servirà una nuova valutazione da parte dell’organo politico. Tutte le altre captazioni, invece, potranno essere usate.
Due gli episodi che vengono contestati. Quando nel 2018 Armando Siri era sottosegretario del governo Conte I avrebbe ricevuto “indebitamente” la “promessa o dazione” di mazzette da parte del presunto corruttore Paolo Arata, ex deputato di Forza Italia molto vicino alla Lega, con interessi nel settore dell’energia eolica e dei rifiuti.
Ma oltre al mini-eolico c’è di più. Per quanto riguarda il secondo episodio contestato, il braccio destro di Salvini si sarebbe infatti dato da fare “per ottenere un provvedimento normativo ad hoc che finanziasse anche in misura minima il progetto di completamento dell’aeroporto di Viterbo, di interesse della Leonardo Spa, per future commesse”.
In corso, nel frattempo, il processo per concorso in corruzione a tre imputati. Sono l’ex parlamentare forzista Paolo Franco Arata, l’imprenditore Valerio Del Duca e il dipendente viterbese di Leonardo spa-ex Finmeccanica, Simone Rosati. Quest’ultimo difeso dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli. Ci sono inoltre le società Etnea srl e Solcara srl, mentre sono parte civile il ministero delle infrastrutture e Leonardo spa.
Sei indagati in tutto, quattro persone fisiche e due società. L’inchiesta è la stessa l’inchiesta che nel 2018 ha coinvolto Siri, che ha scelto di essere giudicato con l’abbreviato e con lui anche Paolo Iaboni, superiore di Rosati, il quale nel frattempo è stato assolto.
Lo scorso 12 dicembre è stato sentito il colonnello Rocco Lopane, all’epoca in forza presso la direzione investigativa antimafia di Trapani, mentre è stata rinviata l’udienza del 6 giugno quando avrebbe dovuto essere la volta di altri tre testimoni proprio in merito alla vicenda dell’aeroporto di Viterbo.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
