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“Mia sorella Elisabetta non voleva uccidere il marito, voleva incastrarlo con la droga…”

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Soriano nel Cimino – Omicidio Bramucci: “Elisabetta non voleva uccidere il marito, voleva incastrarlo con la droga e io l’ho aiutata”. Una versione alternativa quella raccontata ieri da Sabrina Bacchio, coimputata di omicidio volontario pluriaggravato in concorso, che, pur negando intenzioni assassine, ha comunque addossato alla sorella un precedente fresco fresco ai danni della vittima, risalente al 28 giugno 2022, poche settimane prima del delitto. Un progetto di “vendetta” da parte della futura vedova per i maltrattamenti e il tradimento. Ma niente di mortale. 

Riguardo ai rapporti col presunto killer Antonio Tonino Tony Bacci. Sarebbe stato praticamente un santo, onnipresente nella vita di Sabrina Bacchio e risolutore e di ogni tipo di problema, anche se, secondo l’accusa, negli ultimi due anni si erano sentiti solo 13 volte, fino alla vigilia del delitto, quando i contatti sono ripresi fitti fitti. Al riguardo, per dimostrare il contrario il difensore Paolo Delle Monache ha ottenuto di poter acquisire copia dei contenuti del cellulare tuttora sotto sequestro dell’imputata. 


Omicidio Bramucci - Moglie e cognata della vittima, Elisabetta e Sabrina Bacchio

Omicidio Bramucci – Moglie e cognata della vittima, Elisabetta e Sabrina Bacchio


Nessun reo confesso. Nessuno dei sei imputati di omicidio volontario pluriaggravato in concorso, come è noto, ha confessato l’uccisione del pregiudicato 58enne, freddato a colpi di pistola fuori della casa dove doveva finire di scontare ancora un paio di mesi ai domiciliari, la mattina del 7 agosto 2022 nelle campagne di Soriano nel Cimino. Men che meno la cognata, che ieri ha raccontato in tribunale una serie di sue verità alternative per giustificare i messaggi trovati sul suo smartphone che sembrano tradire losche trame con la sorella.

Sabrina Bacchio, in prigione a Rebibbia dal 22 ottobre 2022, è stata la prima ad essere sentita davanti alla corte d’assise, poi è toccato al compagno, mentre gli altri imputati rilasceranno al più spontanee dichiarazioni. Difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache, secondo il pm Massimiliano Siddi avrebbe pianificato con la sorella Elisabetta l’uccisione da parte di un commando armato di Salvatore Bramucci per spartirsi il tesoretto del cognato: mezzo milione di euro in contanti e 150mila euro in orologi preziosi, nascosti nell’abitazione, con cui l’usuraio sarebbe voluto volare da solo a Tenerife per cambiare vita.

Secondo Sabrina, invece, Elisabetta Bacchio avrebbe avuto motivi di astio nei confronti del marito: avrebbe detto alla sorella che la maltrattava “al punto da farle pensare al suicidio” e “controllandogli il telefonino, aveva scoperto che aveva un’amante”. Per questo avrebbe deciso di togliersi di torno “il povero Salvatore”. E per farlo avrebbe pensato di farlo arrestare grazie a un maresciallo dei carabinieri con cui aveva un “rapporto fisico”, “ci andava a letto”, “si incontravano la sera fuori della caserma, le amiche le tenevano il gioco e anche la mamma lo sapeva”.

L’idea di Elisabetta, a detta di Sabrina Bacchio, sarebbe stata di infilare della droga nella macchina del marito. Per questo la sera del 28 giugno 2022, la famosa sera del prosciutto, Elisabetta si sarebbe fatta portare a casa dei genitori da Sabrina “duemila euro di cocaina, comprata tramite Antonio Bacci e Alessio Pizzuti”, “per farlo finire nuovamente in galera”.

Era il 28 giugno 2022. “Io e il mio compagno Dan Costantin Pomirleanu quella siamo venuti a Soriano da Roma col suo furgone di lavoro, a bordo del quale c’era l’involucro con la cocaina, che mi aveva consegnato Bacci prima di partire. Bacci ci precedeva con l’Alfa 159, di modo che, nel caso avessimo incrociato dei carabinieri, si sarebbe fatto fermare lui e noi avremmo proseguito senza problemi con la droga”.

Non si sa come e perché, la droga sulla macchina di Bramucci non è mai finita. “Se la sarà pippata mia sorella”, ha esclamato a un certo punto Sabrina, messa sotto pressione dal pm Siddi. Non solo, Sabrina ha detto che in macchina con Bacci c’era anche Pizzuti, mentre Pomirleanu ha detto che Bacci era solo e di avere conosciuto Pizzuti solo il 25 luglio, e addirittura mai l’altro presunto sicario, Lucio La Pietra. 

Tra le new entry, per restare in tema, l’aperitivo nella casa di Guidonia di Sabrina e Pomirleanu nel tardo pomeriggio del 25 luglio. Non un incontro per definire l’omicidio.

“Bacci era passato con Pizzuti e Lucio La Pietra, che non conoscevo, chiedendomi 100 euro per l’aperitivo, allora li ho invitati a fare aperitivo a casa nostra, mentre Dan, tornato stanco dal lavoro, era andato a dormire”. Sabrina ha fornito una verità anche per avere detto a Bacci&co, per messaggio, di lasciare i telefonini. “Me lo aveva chiesto Bacci già la sera prima, lui aveva la fobia delle guardie, per via dei suoi precedenti, non voleva mai essere rintracciabile”, ha detto, ribadendo che era stato solo un aperitivo. 

Relativamente al “dottore che costicchia e che per l’operazione vuole 30mila euro”, Sabrina ha tirato fuori una girandola di nomi senza cognomi cui si sarebbe rivolta per la sorella, dalla dottoressa Cristina, al commercialista che le aveva presentato un medico di Terni, alla collega Valentina con cui aveva lavorato solo pochi giorni, a gennaio presso il punto vendita di una catena di supermercati “frequentato da persone importanti”, che si sarebbe offerta di intercedere per trovare un professore adatto alla patologia della sorella.

Ha ammesso di avere usato un linguaggio”criptato” solo quando, a inizio luglio,“ho chiesto a Elisabetta 500 euro per un debito di droga di mio figlio”, che avrebbero sistemato “Bacci e Pizzuti, che conoscevano quelli cui doveva soldi”. Il “motore” era un motore. Nessun sopralluogo a tre vicino casa di Bramucci: “Il 16 luglio io Bacci e Pizzuti abbiamo solo fatto un giro alla Sanguetta per cercare uno sfasciacarrozze”. Nessuna indicazione sulla concessione a Bramucci del permesso di uscire alle 8 anziché alle 9: “Era sempre per il motore, il meccanico aveva detto di arrivare alle 8 e non alle 9”.

Si torna in aula lunedì prossimo.

Silvana Cortignani


Omicidio Bramucci - I sicari diretti a Soriano nel Cimin

Omicidio Bramucci – I sicari diretti a Soriano nel Cimino


Sei imputati di omicidio premeditato in concorso:

– Elisabetta Bacchio: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
– Sabrina Bacchio:
nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
– Dan Costantin Pomirleanu: nato nel 1990, detenuto a Regina Coeli dal 4 gennaio 2024, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
– Antonio Bacci: nato nel 1974, detenuto a

 Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
– Lucio La Pietra: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
– Alessio Pizzuti: nato nel 1990, agli arresti domiciliari dal 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini


Parti civili il fratello e la figlia della vittima:

– Mascia Bramucci, 37 anni, difesa dall’avvocato Antonio Filardi
– Isolino Bramucci, 62 anni, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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