Soriano nel Cimino – Veleni a casa di Salvatore Bramucci, il fratello: “Mi disse che i suoceri gli avevano rubato 100mila euro murati in giardino”. Tutti i familiari avrebbero saputo che il 58enne nascondeva in casa attorno ai 500mila euro in contanti e una collezione di una decina di orologi preziosi del valore di circa centomila euro. Il presunto movente del delitto. Ma nonostante i parenti in aula siano stati pronti a scambiarsi accuse e frecciate a vicenda, il mistero resta da chiarire.
Salvatore Bramucci
Riprenderà lunedì 15 luglio il processo a ritmi serrati, davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo, ai sei imputati di omicidio pluriaggravato in concorso per la feroce uccisione di Salvatore Bramucci, il58enne pregiudicato per estorsione e usura freddato a colpi di pistola da un commando armato alle 8,20 di mattina di domenica 7 agosto 2022, mentre usciva in macchina dalla via dove si trova la sua abitazione, a un quadrivio nelle campagne di Soriano nel Cimino.
Una dimora sontuosa la sua. Dotata al suo interno anche di una palestra, come è emerso durante il dibattimento. Oltre che del canile che, alla sua partenza per Tenerife, avrebbe dovuto garantire il sostentamento ai due figli maschi e alla moglie Elisabetta Bacchio.
Quest’ultima la vedova, reclusa nel carcere di Civitavecchia dallo scorso 26 settembre con l’accusa di essere la mandante del delitto, pianificato con la sorella Sabrina e la complicità del compagno di quest’ultima, Dan Costantin Pomirleanu, residenti a Guidonia, che avrebbero trovato e pagato il gruppo dei sicari, reclutato tra la criminalità di Ponte di Nona.
Nell’abitazione di Bramucci, come è emerso una volta per tutte all’udienza del primo luglio, quando sono stati ascoltati i familiari, ovvero i i suoceri, i tre figli e il fratello, sarebbe stato nascosto un tesoretto, non rinvenuto dagli investigatori, di almeno mezzo milione di euro in contanti, in parte murati e in parte sotterrati nella proprietà, dopo essere stati messi sottovuoto per proteggerli dalle intemperie. In casa, inoltre, Bramucci avrebbe custodito in una valigetta la sua collezione di orologi preziosi, alcuni del valore di 50mila euro secondo i figli, come un prezioso Rolex Daytona di cui sarebbe andato particolarmente orgoglioso.
Secondo il figlio maggiore, di 21 anni, pochi giorni prima dell’omicidio, il 26 luglio, il padre potrebbe averli consegnati alla figlia Mascia, “sempre a caccia dei soldi del padre”. Il valore della “collezione” secondo alcuni dei testimoni sarebbe stato attorno ai centomila euro, secondo altri più elevato essendoci anche dei preziosi orologi da sera.
La figlia 37enne, dal canto suo, ha ammesso in aula di essere stata in trattativa con un paio di amici per la vendita di due orologi, su richiesta del padre, una ventina di giorni prima della morte, ma di non esserne mai venuta in possesso neanche per farli vedere ai potenziali acquirenti, tanto che avrebbe avuto solo delle fotografie e che “dopo la morte di mio padre, ho chiesto alla moglie Elisabetta dove fossero, al che lei mi ha mostrato una scatola con degli orologi, ma erano robetta, niente a che fare con quelli di valore che possedeva”.
Mascia ha negato che il padre le abbia dato orologi il 26 luglio oppure l’ultima che lo ha visto vivo: “Era la fine di luglio e ci siamo incontrati al bar per un caffè”. La donna, che non avrebbe avuto una frequentazione particolarmente assidua col genitore, lo avrebbe quindi visto un paio di volte o tre a ridosso dell’omicidio.
Omicidio Bramucci – Moglie e cognata della vittima, Elisabetta e Sabrina Bacchio
A fine agosto, inizio settembre 2022 – alcune settimane dopo il delitto -la vedova Elisabetta Bacchio avrebbe deciso di mettere in vendita la collezione del marito morto, per cui gli orologi sarebbero stati ancora in suo possesso. A tale scopo avrebbe inviato le foto di 9 Rolex al cognato Pomirleanu – l’ultimo dei familiari a finire in carcere, lo scorso 4 gennaio – fatti valutare su sua richiesta, per un valore di 150mila euro.
Tornando a luglio, sempre il figlio maggiore Nico Bramucci, ha raccontato di un presunto tentativo di effrazione, “qualcuno ha tagliato la recinzione del giardino, il cane aveva abbaiato tutta la notte”. Per questo il 27 luglio avrebbe piazzato una telecamera fai-da-te in bella vista davanti al cancello d’ingresso. “riprendeva il piazzale di casa, ma mio padre è andato su tutte le furie”.
“Il giorno dopo, 28 luglio – ha proseguito il 21enne – l’ho riposizionata di nascosto da mio padre, ma non avevo l’app a pagamento per il salvataggio delle riprese”. “Aveva i sensori di movimento, che mi rimandavano le immagini sul telefono. Funzionava, ma ho visto solo passare mio padre. Era un gioco ed è finito lì”, ha concluso.
Fatto sta che a bordo dell’auto dove ha poi trovato la morte, Bramucci teneva a portata di mano una mazza da baseball, che gli avrebbero regalato i figli durante un viaggio in Spagna, come se avesse qualcosa da temere. “Papà non aveva paura, non temeva nulla”. ha insistito il figlio maggiore.
È anche vero però, a detta dei figli su domanda dell’avvocato Paolo Delle Monache che assiste la cognata Sabrina Bacchio, che Bramucci si sarebbe innervosito facilmente quando qualcuno che gli doveva dei soldi saltava i pagamenti.
Le due sorelle, dopo un periodo di allontanamento, sarebbe tornate in ottimi rapporti un paio di anni prima dell’omicidio: “Si vedevano a casa dei nonni”. L’abitazione è adiacente a quella di Bramucci, che non voleva saperne dei cognati, convinto che gli avessero rubato soldi nel 2013. Il 30 ottobre 2021, nel frattempo, Bramucci avrebbe rotto anche coi suoceri, ritenendo che avessero fatto sparire, a detta anche del fratello Isolino, centomila euro in contanti “murati nel guardino”.
Il suocero, che al processo si è avvalso della facoltà di non rispondere, ai carabinieri disse di essere al corrente che figlia e genero nascondevano soldi contanti nella proprietà, utilizzando tubi in plastica del tipo idraulico per occultarvi all’interno il denaro: “Salvatore mi chiamò per chiedermi una mano per scavare una buca, dietro al capannone; in particolare, mi indicava un punto sotto il muro presente a ridosso del canile, dove ho scavata una buca di circa 15 centimetri per 20 centimetri, di circa 30 centimetri di profondità, dove so che ha poi nascosto del denaro, ma a me non ha fatto vedere nulla. Non so neanche la cifra esatta”.
Tornando agli ultimi giorni di vita di Bramucci, tra il 27 e il 28 luglio, mentre la moglie Elisabetta era al mare Sperlonga (con l’allora consuocera, il figlio maggiore e la fidanzatina di quest’ultimo), il 58enne avrebbe ricevuto in casa, oltre alla figlia Mascia, anche due donne rimaste misteriose, viste sia dal figlio minore, il 19enne Bryan, che dal suocero Domenico Bacchio.
Nel piazzale, in quei giorni, sarebbero stati visti parcheggiati un suv grigio chiaro “con il simbolo dello scorpione”, un’auto nera o blu e una moto bianca. Secondo i figli, sarebbe stato il padre a convincere la moglie ad andarsene in vacanza, come se avesse voluto avere maggiore libertà di movimento, non si sa per cosa. E sempre il padre avrebbe convinto il figlio minore a uscire,il giorno che “rientrando prima, l’ho trovato che parlava con le due donne sotto il portico”.
Fatto sta che del tesoretto in contanti non è stata trovata traccia e non è chiaro neanche che fine abbiano fatto gli orologi. Il 18 novembre 2022, dopo l’arresto di Sabrina Bacchio, in carcere dal 22 ottobre di due anni fa, Mascia Bramucci avrebbe “provocato Elisabetta, per vedere se andava dai carabinieri”, dicendole “magari i soldi li ha dati allo zio Isolino, ha fatto tutto lo zio”. Elisabetta, a sua volta, avrebbe detto che era stata la figlia Mascia a mettere il padre “in un brutto giro, rovinando la famiglia”.
Silvana Cortignani
Omicidio Bramucci – Tonino Bacci, Lucio La Pietra e Costantin Pomirleanu
Sei imputati di omicidio premeditato in concorso:
– Elisabetta Bacchio: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
– Sabrina Bacchio: nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
– Dan Costantin Pomirleanu: nato nel 1990, detenuto a Regina Coeli dal 4 gennaio 2024, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
– Antonio Bacci: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
– Lucio La Pietra: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
– Alessio Pizzuti: nato nel 1990, agli arresti domiciliari dal 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini
Parti civili il fratello e la figlia della vittima:
– Mascia Bramucci, 37 anni, difesa dall’avvocato Antonio Filardi
– Isolino Bramucci, 62 anni, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


