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Omicidio Bramucci, medico del Gemelli in aula: “Nessun intervento da 30 mila euro per Elisabetta Bacchio”…

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Soriano nel Cimino – Processo per l’omicidio di Salvatore Bramucci, vedova da un professore del Gemelli subito dopo l’arresto della sorella. Ma non è lui il “dottore” che “costicchia”.

Ieri davanti alla corte d’assise sono sfilati i testimoni della difesa di Elisabetta Bacchio, la moglie della vittima accusata di essere la mandante. Tra loro anche la “terza sorella” Bacchio, la primogenita Monia, cinquantenne, la quale ha detto di non avere mai saputo che il cognato picchiasse la moglie, escludendo uno dei potenziali moventi, o depistaggi, da parte delle sorelle accusate di avere pianificato il delitto.

È stato poi sentito un professore del Gemelli, Fiorenzo De Cicco Nardone, citato per dimostrare come Elisabetta Bacchio si sia effettivamente recata da un medico del policlinico romano. Ma poco cambierebbe dal punto di vista dell’accusa, perché non sarebbe lui “il professore” di cui parlano le sorelle Sabrina ed Elisabetta a giugno 2022, due mesi prima dell’agguato. Per cominciare, non ci sono i “tempi”.


Omicidio Bramucci - Moglie e cognata della vittima, Elisabetta e Sabrina Bacchio

Omicidio Bramucci – Moglie e cognata della vittima, Elisabetta e Sabrina Bacchio


Una visita quella dal professore del Gemelli, va detto, datata 25 ottobre 2022, tre giorni dopo l’arresto della sorella Sabrina, in carcere dal 22 ottobre 2022, ovvero quando entrambe, in seguito all’ordinanza di custodia cautelare, sapevano delle conversazioni WhatsApp rinvenute dagli investigatori sul cellulare di Sabrina, in cui, parlando del “professore che costicchia” e dell’operazione per cui “vuole 30mila euro”, avrebbero alluso al killer Tonino Bacci, che in quel momento era nella casa di Guidonia di Sabrina, concordando con lui il prezzo dell’omicidio.

Elisabetta Bacchio, come è noto, è accusata di avere premeditato e pianificato il delitto con la sorella Sabrina per liberarsi del marito, che voleva andarsene a Tenerife e appropriarsi del tesoretto di Bramucci. Un tesoretto quantificato nelle scorse udienze attorno ai 650mila euro, tra orologi preziosi e contanti provento dell’usura nascosti sottoterra o murati nella lussuosa villa di Soriano nel Cimino della coppia. Oltre agli ulteriori centomila euro spariti a ottobre 2022, che il pregiudicato 58enne ucciso a colpi di pistola nell’agguato del 7 agosto 2022 accusava moglie e suoceri di avergli sottratto da uno dei tanti nascondigli di cui anche i familiari più stretti sarebbero stati a conoscenza. 

Sei gli imputati. Omicidio volontario pluriaggravato il reato contestato alle Bacchio, a Dan Constantin Pomirleanu compagno di Sabrina e ai tre pregiudicati di Poonte di Nona che le due donne avrebbero arruolato per il delitto, tra cui il rinunciatario dell’ultimo minuto Alessio Pizzuti e i due sicari Lucio La Pietra e Tonino Bacci. Bacci, secondo il pm Massimiliano Siddi, coinvolto nella premeditazione dell’omicidio fin dall’inizio. Bacci il professore. Sarebbe lui “il professore” che per l’operazione voleva 30mila euro, di cui le sorelle diaboliche parlano in una conversazione Whatsapp dei primi di giugno.

I difensori della vedova, avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella, hanno insistito nel chiedere al professore del Gemelli se quella visita del 25 ottobre 2022 potesse essere stata prenotata a giugno-luglio 2022, circostanza esclusa dal testimone, il quale per una “intra moenia” ha parlato di giorni, al più qualche settimana.

Secondo il testimone, inoltre, non sarebbe stato necessario alcun intervento chirurgico per la patologia di Elisabetta, trattata in quattro sedute tra ottobre 2022 e maggio 2023. Il professore, in base alla sua esperienza, ha infine escluso, più in generale, operazioni del costo di 30mila euro da effettuare privatamente: “Neanche per patologie oncologiche”. 

Elisabetta Bacchio, come confermato dalla ginecologa viterbese Moira Burratti, di cui è stata paziente fino al primo ottobre 2021, avrebbe subito sì un intervento, effettuato da un chirurgo del Santo Spirito di Roma, ma risalente alla fine del 2018 e poi seguito da controlli di routine.

Silvana Cortignani


A partire da sinistra dall'alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci

A partire da sinistra dall’alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci


Sei imputati di omicidio premeditato in concorso:

– Elisabetta Bacchio: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
– Sabrina Bacchio:
nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
– Dan Costantin Pomirleanu: nato nel 1990, detenuto a Regina Coeli dal 4 gennaio 2024, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
– Antonio Bacci: nato nel 1974, detenuto a

 Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
– Lucio La Pietra: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
– Alessio Pizzuti: nato nel 1990, agli arresti domiciliari dal 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini


Parti civili il fratello e la figlia della vittima:

– Mascia Bramucci, 37 anni, difesa dall’avvocato Antonio Filardi
– Isolino Bramucci, 62 anni, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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