Viterbo – Buona la prima per Dies Natalis. Che ieri per la nuova macchina di sana Rosa la prova trasporto fosse stata ampiamente superata si è capito prima ancora che capofacchino Sandro Rossi e presidente del sodalizio Massimo Mecarini parlassero in conferenza stampa al monastero.
Massimo Mecarini e Sandro Rossi
Arrivati a piazza del Teatro è apparso chiaro che fosse piaciuta, oltre a “funzionare bene”, nonostante l’ingombro maggiore rispetto a quelle del passato.
È bastato sentire Rossi scherzare con i suoi, invitandoli a tornare sotto a trasporto completato: “Dobbiamo portare la macchina su per la salita e senza corde, andiamo”. Soddisfazione, leggerezza. Qualche accorgimento andrà preso, il test è servito proprio a questo.
Dies Natalis è di nuovo al cantiere sulla Tuscanese, il lavoro non è completato. Mancano due delle tre statue di santa Rosa, altre allegorie, oltre alla parte alta e c’è un mese e mezzo circa per completare Dies Natalis, prima che ritorni in città, stavolta non a piazza del Comune ma a San Sisto e per il trasporto vero e proprio.
I facchini di santa Rosa potranno fare tesoro di quanto sperimentato ieri mattina nell’ora di tempo, dalle 6,30 alle 7,30, impiegata per arrivare da piazza del Comune quella del Teatro.
Gli ingombri di Dies Natalis, gli spazi ristretti in alcuni punti critici sono stati calcolati e quando si sono presentati. Sandro Rossi e i suoi hanno saputo come affrontarli.
I rilievi iniziali davano in certe zone anche 5 centimetri dal muro. Per ovviare, una sola soluzione: “Abbiamo rallentato – spiega Rossi – mai fatto con le altre macchine”. Una mossa non indolore.
“Rallentando, il peso si mantiene di più sulle spalle dei facchini. Abbiamo diminuito il passo, fermati e ripartiti e in questo modo, ad esempio, siamo usciti da via Roma, ci siamo fermati e ripreso – continua Rossi – tutti insieme, a passi brevi e lenti. Così, a via Roma siamo usciti perfettamente”.
Come fra largo Cesare Battisti e la chiesa di Sant’Egidio, altro tratto dove prestare attenzione.
Ieri non era il 3 settembre, ma il 7 luglio, non di sera ma di buon mattino, eppure di gente lungo il percorso ce n’era e non sono mancati sostegno e applausi, seppure in misura ridotta, a ogni sollevate e fermi e poi al finale: “Fuori”. Non è mancata una carezza alla macchina da un balcone.
Per chiudere in bellezza, foto di gruppo sotto Dies Natalis. Ma di chiuso non c’è niente, siamo appena all’inizio e il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini fa una previsione su Dies Natalis: “È bellissima, avrà un successo strepitoso”.
Di apprezzamenti, la creatura di Raffaele Ascenzi ne ha ricevuti parecchi e pure qualche critica via social. Che non manca mai.
Ma se è già piaciuta già così, figurarsi il 3 settembre. I costruttori Fiorlillo e lo stesso Ascenzi promettono che sarà tutta un’altra storia.
Giuseppe Ferlicca
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