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Città del Vaticano – Scomunicato Viganò. Lui replica: “Un onore”.
Il dicastero della Fede ha pronunciato la scomunica dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, ex ambasciatore del Papa negli Stati Uniti trasferitosi nell’eremo di Sant’Antonio a Viterbo, per il delitto di scisma, a causa del suo rifiuto di riconoscere l’autorità del sommo pontefice e del Concilio Vaticano II.
Ora Viganò non potrà più celebrare la messa né esercitare incarichi ecclesiastici. Il processo contro Viganò è stato rapido e senza concessioni. L’arcivescovo, noto per le sue critiche feroci a papa Francesco, ha accolto la scomunica come un “onore” e ha definito il Concilio Vaticano II “un cancro per la Chiesa”.
Ha ribadito la sua posizione sui social, esortando i suoi confratelli a non rimanere silenti, citando il Vangelo di Luca: “Se voi tacerete grideranno le pietre”. La scomunica di Viganò riflette un clima di tensione crescente all’interno della Chiesa, con divisioni sempre più marcate tra conservatori e progressisti. Le richieste di riforme, come l’abolizione del celibato sacerdotale e l’ordinazione delle donne, continuano a creare malumori. La vicenda di Viganò, sostenitore di posizioni ultraconservatrici, segna un momento cruciale di questa spaccatura interna.
Papa Francesco, che in passato ha dichiarato di non temere gli scismi, si trova ora ad affrontare una sfida significativa per la Chiesa.
