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Ronciglione – Riceviamo e pubblichiamo – Domani mattina (Venerdì 26) presso il centro alberghiero Bella Venere del lago di Vico si incontreranno studiosi ed esperti dei problemi legati alla siccità sia in Medioriente che sul bacino del Mediterraneo. Lo scopo è trovare soluzioni concrete per affrontare il problema. A tale scopo è nata da un mese una fondazione internazionale con sedi ad Abu Dhabi, Perth in Australia, Rio De Janeiro ed ora in Italia.
La fondazione “Aqua” è specializzata nella dissalazione delle acque marine per scopi agricoli e di fornitura acqua potabile per le città, nonché nella produzione dell’idrogeno dalla salamoia prodotta dai dissalatori.
La questione siccità nel Mediterraneo per i climatologi è ormai diventata non più un fatto episodico, ma endemico in fase di peggioramento. Per questo motivo è necessario intervenire al più presto per ridurre o eliminare il fenomeno dell’inaridimento dei suoli, soprattutto delle nostre regioni meridionali. L’ing. Adriano Santeusanio , presidente della nuova fondazione “Aqua”, opera da molti anni nei Paesi arabi portando acqua desalinizzata nelle città e nei campi agricoli. Un Know How non creato sulla carta, ma concretizzato direttamente sul campo in oltre un ventennio di ricerche e applicazioni attraverso innovativi impianti di dissalazione.
L’8 di questo mese alla Camera dei Deputati, in occasione della Giornata Internazionale del Mediterraneo, è stato presentato uno studio capace di affrontare seriamente la questione siccità su tutto il bacino del Mediterraneo.
La relazione degli esperti ha fatto notare che già alcuni Paesi mediterranei hanno adottato sistemi efficaci contro la siccità, tra questi, con un incremento del 57% di distribuzione di acque desalinizzate nei campi e nelle città, primeggia la Spagna e a seguire, con un circa 40% di acque marine rese dolci e potabili, Israele. Anche la Grecia sta adottando seriamente la politica dell’uso delle acque marine. E l’Italia? Al momento la nostra percentuale di acqua marina trattata si ferma appena al 3,8%. Isola di Ustica.
Tale situazione è stata presentata recentemente al Ministro Nello Musumeci, il quale a settembre è previsto un ulteriore incontro di approfondimento.
La fondazione, avvalendosi di tecnici e scienziati delle università Sapienza, Tuscia e Cusano, ha predisposto un piano che, cominciando dalla Sicilia, in pochi anni dovrebbe risolvere in buona parte il problema. Si è parlato anche del Lazio dove sono state individuate due zone dove poter costruire un paio di dissalatori ed esattamente tra Civitavecchia e Montalto di Castro e tra Anzio e Formia.
L’incontro presso la struttura alberghiera della Bella Venere rappresenta un momento di raccordo tra i potenziali collaboratori e il piano operativo che dovrebbe partire il prossimo autunno.
Fondazione “Aqua”
