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Un pizzino al posto dei soldi nella casa degli intrighi: “Brutto bastardo, te la faremo pagare”

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Soriano nel Cimino – Un pizzino al posto dei soldi nella casa degli intrighi: “Brutto bastardo, te la faremo pagare”. Di movente in movente, di mezzo ci sono sempre i “risparmi” che la famiglia avrebbe bramato da Bramucci. Denaro in contanti, nascosti non sotto il materasso, ma sottovuoto sottoterra oppure nei muri.


Elisabetta Bacchio con Salvatore Bramucci

Elisabetta Bacchio con Salvatore Bramucci


Un’udienza fiume all’insegna dei colpi di scena quella di ieri ai sei imputati di omicidio premeditato in concorso, tra familiari e  sicari, per la feroce uccisione a colpi di arma da fuoco di Salvatore Bramucci, il pregiudicato 58enne che viveva di usura il cui cadavere è stato trovato riverso nella sua auto a pochi metri da casa, la mattina di domenica 7 agosto 2022, nelle campagne di Soriano nel Cimino. Mandante la moglie Elisabetta Bacchio, pianificatrice la sorella Sabrina, alias le sorelle diaboliche. 

A rivelare il ritrovamento da parte della stessa vittima del minaccioso biglietto scritto a mano al posto dei centomila euro in contanti che aveva murato nella dependance della lussuosa villa nascosta nel verde dove viveva con la famiglia, è stata la moglie del fratello Isolino Bramucci, il 62enne di Civitavecchia che si è costituito parte civile con l’avvocato Antonio Maria Carlevaro.

Lei e il marito seppero dei soldi smarriti e del biglietto di minacce l’ultima volta che andarono a trovare la coppia a Soriano, a fine giugno o inizio luglio 2022, circa un mese prima del delitto.

“Salvatore incolpava la moglie o i suoceri della scomparsa dell’ingente somma di denaro. Lo disse anche davanti a Elisabetta, ‘se non sei stata tu, sono stati i tuoi genitori’. Ci disse anche del foglio manoscritto che aveva trovato quando, andando a smurare, trovò il muro integro come lo aveva fatto, ma il nascondiglio vuoto, con al posto del denaro un biglietto con la scritta ‘Brutto bastardo, te la faremo pagare'”.

“Secondo lui – ha proseguito la cognata di Bramucci – non poteva che essere stato un familiare, perché solo loro sapevano. Elisabetta si disse tranquilla e lo invitò a fare una perizia grafologica. Ci disse anche che non si fidava più di nessuno, nemmeno della moglie e dei figli, e che sarebbe partito per Tenerife da solo coi suoi soldi”. 


Alessio Pizzuti

Alessio Pizzuti, l’unico dei sei imputati ai domiciliari e non in carcere 


L’amante di Bacci. Il presunto killer Antonio Bacci, detto Tonino o Tony, sarebbe stato l’amante della sorella sposata con due figli che vive in Germania di Alessio Pizzuti. Per andare da lei e non per sfuggire all’arresto, a detta della madre di Pizzuti, sentita ieri, sarebbe stato in partenza per oltralpe quando gli inquirenti, scoprendolo, hanno optato per le manette, il 13 settembre 2022, a carico suo e di Lucio La Pietra, lasciando Pizzuti a piede libero fino ai domiciliari scattati lo scorso 4 gennaio. Pizzuti, che avrebbe dovuto far parte del commando ma si sarebbe indietro all’ultimo momento, è quello picchiato selvaggiamente da Bacci, che la sera del 27 luglio mandò le foto della vittima a Sabrina Bacchio, scrivendole “l’ho aperto in due come una cozza”. 

Pizzuti “star” del cinema. Per vivere, secondo quanto emerso, il “bell’Alessio”, 32 anni, avrebbe fatto la comparsa nel cinema. Un aspirante attore e un conquistatore Pizzuti, di cui ieri, oltre alla madre 58enne, sono state sentite la madre 37enne dei suoi tre figli che lo avrebbe visto con Bacci la sera del delitto e l’ultima fiamma, una 31enne che avrebbe convissuto con lui da una decina di giorni quando fu trovata in camera con lui alla perquisizione del 13 settembre. La 31enne, ieri, è stata fatta prelevare a casa dai carabinieri in seguito a un certificato medico poco convincente. Poi si è resa protagonista di una testimonianza surreale, dando del tu a pm e corte d’assise, interrotta per farla visitare da un medico del 118 e poi portata a Belcolle per verificare eventuali effetti collaterali di certi farmaci che avrebbe assunto contro il mal di denti. Ha fatto in tempo a dire che con Pizzuti si sono lasciati sette mesi fa “dopo tutto quello che ha fatto”, a occhio e croce in coincidenza coi domiciliari. All’ex, seduto vicino al difensore, ha anche lanciato un minaccioso “ti faccio vedere io”.

Le cene dei veleni. La ex 31enne di Pizzuti, avrebbe registrato su sua richiesta con lo smartphone le conversazioni avute durante quattro “cene” a casa loro, cui avevano invitato degli indagati per cui è stata chiesta l’archiviazione, il 47enne Fabio Buti. Buti, ospitando in casa su richiesta di Bacci il 55enne macedone Ismail Memeti detto Flavio o Tarzan, avrebbe saputo che Bacci aveva commesso l’omicidio per cui era stato pagato 40mila euro. Tarzan avrebbe alloggiato e mangiato gratis a casa sua anche dopo l’arresto di Bacci del 13 settembre 2022. Due mesi in totale, fino a ottobre. 


Antonio Bacci

Il presunto killer Antonio Bacci, detto anche Tonino o Tony: in carcere dal 13 settembre 2022


 “Tarzan è una tomba”. Bacci il 4 agosto, giorno dell’ultimo sopralluogo, avrebbe chiesto a Buti alloggio per Memeti, che avrebbe rubato a un pregiudicato di Ronciglione e forse anche guidato la Giulietta grigia usata dal gruppo di fuoco il 7 agosto per l’agguato a Bramucci, giunta a Soriano “scortata” da una Smart bianca a noleggio guidata da Bacci che invece la precedeva. Buti, che in tribunale ha volato alto, avrebbe saputo che Bacci doveva a Memeti un compenso di 5mila euro e detto ai carabinieri di avere visto, una sola volta, la Giulietta parcheggiata sotto casa sua, ma prima di dare ospitalità al macedone. Durante le cene dei veleni si è lamentato che Tarzan era una tomba, perché avrebbe evitato domande su chi fosse.

La comparazione delle orecchie. Buti si è lamentato anche per essere finito indagato per l’omicidio di Bramucci e per il suo nome finito sulla stampa, ha promesso di adire alle vie legali contro l’irruenza degli investigatori, ha bacchettato il presidente della corte d’assise per le domande “trabocchetto” e se l’è presa coi carabinieri che durante la perquisizione “mi dicevano che guidavo io la Giulietta e che volevano fare la comparazione delle orecchie”. 

Silvana Cortignani


Sei imputati di omicidio premeditato in concorso:

– Elisabetta Bacchio: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
– Sabrina Bacchio:
nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
– Dan Costantin Pomirleanu: nato nel 1990, detenuto a Regina Coeli dal 4 gennaio 2024, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
– Antonio Bacci: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
– Lucio La Pietra: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
– Alessio Pizzuti: nato nel 1990, agli arresti domiciliari dal 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini


Parti civili il fratello e la figlia della vittima:

– Mascia Bramucci, 37 anni, difesa dall’avvocato Antonio Filardi
– Isolino Bramucci, 62 anni, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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