Gli ascensori di Valle Faul
Viterbo – Ascensori di Valle Faul, Viterbo. Tra monnezza, rovi e transenne.
È lo spettacolo che si presenta a turisti e cittadini. Andata e ritorno. L’andata è da Valle Faul, uno degli ingressi, storici e turistici, della città. Dove c’è il parcheggio e dove, il più delle volte, arriva chi vuole visitare il colle del Duomo, con la cattedrale, il museo, la sala del Conclave e palazzo dei papi.
Viterbo – Gli ascensori di Valle Faul – Ingresso
Qui, prima di imboccare il tunnel che porta agli ascensori, la scena che si presenta è fatta da erba secca, in alcuni casi in fase crescente, rovi che piovono dall’alto e, in un angolo, accanto all’ingresso, la monnezza.
Viterbo – Gli ascensori di Valle Faul
Una volta poi sbarcati al terzo piano, così come al ritorno, ad accogliere il turista o il viterbese, ci sono le transenne, così come un paio di fogli sovrapposti, formato volantino, con su scritto: “Transito vietato ai pedoni”, il primo. “Utilizzare altra uscita”, il secondo.
Viterbo – Monnezza accanto agli ascensori di Valle Faul
Una volta varcate la porta scorrevole, c’è poi un serpentone di transenne che arriva fino al cancello su in cima, quello che dà accesso a piazza San Lorenzo. Il motivo dell’ennesima barricata in centro? Boh. Difficile individuare un cartello informativo.
Viterbo – Gli ascensori di Valle Faul
Una situazione che, tra calura, seccume, erbacce e transenne, potrebbe risultare un po’ spaesante. Specialmente per chi mette piede per la prima volta a Viterbo. Come un paio di turisti, venerdì scorso, che, una volta sbarcati al terzo piano, viste le transenne, una delle due porte che non si aprivano, i cartelli scritti solo in in italiano, di cui non sapevano una parola, in una città che vuole essere capitale europea della cultura, una volta arrivati all’ultimo piano, sono rimasti di sasso, non c’hanno capito più niente e hanno cercato l’uscita imboccando a sinistra… dietro l’ascensore.
Daniele Camilli




