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Una bomba ecologica nella cartiera di Tuscania…

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Tuscania - La cartiera di Pian delle Mole - Il Pulper

La cartiera di Pian delle Mole – Il Pulper


Tuscania – Una bomba ecologica. Al suo interno materiale che rischia di diventare “esplosivo”. È la cartiera di Tuscania, a Pian delle Mole, a valle del colle della basilica di San Pietro. Pulper ed eternit. Nel bel mezzo, inoltre, di una zona archeologica di fondamentale importanza.

Pochi giorni fa, ha rischiato anche di essere travolta dalle fiamme che hanno mandato a fuoco la zona lì attorno. Evidenti, all’interno dello spazio della cartiera, i segni dell’incendio. A lato della stessa scorre poi il fiume Marta.


Tuscania - La cartiera di Pian delle Mole

Tuscania – La cartiera di Pian delle Mole – L’incendio che ha coinvolto l’area


La cartiera è stata abbandonata una decina di anni fa. Ma sul posto ci sono ancora tonnellate di Pulper ammassate. Una discarica gigantesca e a cielo aperto. Tutt’attorno quello che resta dell’impianto industriale, oltre 200 mila metri cubi di costruzioni, dove le persone possono accedere tranquillamente da uno dei due lati del cancello principale. A testimoniarlo, innanzitutto, i graffiti sui muri.



Il pulper, o scarto di pulper per l’esattezza, viene prodotto dalla cartiera quando spappola carta da riciclare. Si tratta di un composto costituito da materiali non riciclabili come plastiche, metalli, vetro, sabbia, cellulosa non tritabile.

Si tratta di materiali che, con l’incendio dei giorni scorsi, potevano prendere fuoco. Dopodiché la direzione che avrebbero preso sarebbe stata soltanto una questione di venti. E solo per fortuna non è successo. Il pulper si trova infatti a pochi metri di distanza da tutto ciò che le fiamme hanno distrutto. Si tratta inoltre di materiali che si potrebbero disperdere nel fiume lì accanto. Basterebbe solo una piccola esondazione.


Tuscania - La cartiera di Pian delle Mole - Il fiume Marta che passa lì accanto

Tuscania – La cartiera di Pian delle Mole – L’incendio che ha coinvolto l’area – Il fiume Marta che passa lì accanto


Una situazione irreale. Così come irreale è lo stato in cui si trova la cartiera. Degrado, abbandono, pericolo per chiunque vi metta piede. Vetri rotti, monnezza, lamiere, bidoni che non si sa cosa contengano, bombole del gas, estintori, macchinari. Ci sono anche delle buche per terra dove, se non si sta attenti, si può cadere. In uno dei lati delle costruzioni si è formato pure una specie di laghetto stagnante di cui si ignora la profondità. Evidente però la totale assenza di sicurezza per chi ci si avvicina. Qui tutto cade a pezzi. E cade a pezzi anche quello che a prima vista sembrerebbe eternit. Su uno dei tetti dell’impianto industriale a un paio di chilometri di distanza dal centro abitato di Tuscania.


Tuscania - La cartiera di Pian delle Mole

Tuscania – La cartiera di Pian delle Mole


L’eternit è un composto formato da cemento e fibre d’amianto utilizzato in edilizia. La sua presenza diventa un pericolo per la salute nel momento in cui si deteriora.
Dopo diversi anni dall’installazione, gli agenti atmosferici, vale a dire piogge, sbalzi termici, erosione dovuta al vento, microrganismi vegetali ecc., sgretolano infatti il cemento che tiene inglobate le fibre di amianto. Con quest’ultime che finiscono con l’affiorare in superficie. Liberandosi nell’aria.


Tuscania - La cartiera di Pian delle Mole - L’eternit sui tetti

Tuscania – La cartiera di Pian delle Mole – L’eternit sui tetti


Infine qualche domanda. Una su tutte. Perché la cartiera di Tuscania, chiusa ormai da diversi anni, non è stata mai bonificata? Cosa si aspetta a farlo? Rappresenta o no un pericolo per la popolazione di Tuscania? Perché l’impianto non è stato messo in sicurezza? Cosa poteva accadere alla popolazione e all’ambiente se le fiamme dei giorni scorsi avessero travolto il Pulper? Cosa potrebbe accadere se il fiume Marta dovesse esondare prendendo di petto la cartiera?

Daniele Camilli


Fotocronaca: La bomba ecologica della cartiera di Pian delle Mole


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