Bernardo Provenzano e Attilio Manca
Barcellona Pozzo di Gotto – Veleni nel giardino di casa dei genitori di Attilio Manca, al via a settembre l’udienza preliminare a carico del cugino Ugo Manca imputato di stalking.
Presunte vittime di atti persecutori Angela e Gino, genitori dell’urologo dell’ospedale di Belcolle trovato cadavere nella sua casa della Grotticella, a Viterbo, la mattina del 12 febbraio 2004. Ucciso da una overdose secondo la procura di Viterbo, vittima di mafia secondo la famiglia, per avere avuto a che fare con l’intervento alla prostata cui fu sottoposto a Marsiglia il boss Bernardo Provenzano. Nato il 20 febbraio 1969, una settimana dopo il giovane medico avrebbe compiuto 35 anni.
L’udienza preliminare per Ugo Manca, difeso all’avvocato Franco Bertolone, si aprirà il 19 settembre davanti al gup Giovanni De Marco del tribunale di Barcellona, mentre risale ad aprile l’avviso di fine indagini preliminari del pm Carlo Bray controfirmato dal procuratore capo di Barcellona Pozzo di Gotto, Giuseppe Verzera.
Secondo l’accusa avrebbe sversato in numerose occasioni – nei mesi di maggio e agosto del 2022, nonché nei mesi di aprile, maggio, giugno, luglio e agosto del 2023 – sostanze nocive nel giardino di pertinenza della vicina abitazione di Angela Gentile e Gioacchino Manca, provocando in loro difficoltà respiratorie e il perimento delle piante, ingenerando in loro un fondato timore per la propria incolumità e costringendoli ad alterare le proprie abitudini di vita, a tenere chiuse porte e finestre della propria casa anche d’estate, a non uscire in giardino e infine ad abbandonare la propria casa.
Gioacchino Manca, il padre di Attilio, è morto il 19 agosto 2023, dopo una lunghissima ed estenuante battaglia contro una fibrosi polmonare. Portano avanti la battaglia per la riapertura delle indagini sulla morte di Attilio, la madre Angela Gentile e il fratello Gianluca, mentre da circa un anno il caso è nelle mani del pubblico ministero Stefano Luciani della procura della repubblica di Roma.
Ugo Manca, come si ricorderà, era già finito nelle carte della commissione nazionale antimafia che ha ricostruito i movimenti prima e dopo la morte di Attilio, accertando che la prima mattina del 13 febbraio Ugo era “arrivato intorno alle ore 7 alla stazione Termini di Roma” e si era diretto a Viterbo “accompagnato in auto da un’amica” e arrivato a Viterbo “chiedeva insistentemente di entrare nell’abitazione di Attilio, in quel momento posta sotto sequestro, asseritamente per recuperare dei vestiti da utilizzare per vestire la salma”, “inoltre, la famiglia segnalava il costante contatto telefonico intercorso tra Ugo Manca e un altro barcellonese di lui amico, che veniva aggiornato continuamente sugli sviluppi degli accadimenti”.
Tra le carte si ricorda la “presenza dell’impronta di Ugo Manca su una piastrella del bagno” (della casa di Attilio alla Grotticella), che “riferiva di avere lasciato a metà dicembre 2003, allorché fu ospitato una notte dal cugino Attilio in previsione di un intervento chirurgico” che gli venne praticato proprio da quest’ultimo all’ospedale di Belcolle di Viterbo. L’appartamento, dopo il soggiorno del nipote, fu frequentato dai genitori di Attilio, ospiti del figlio nei giorni di Natale 2003, e da diversi amici del medico, che trascorsero la serata a casa sua il 6 febbraio 2004, quindi meno di una settimana prima della sua morte. Eppure nessuna delle loro impronte veniva rilevata dalla polizia scientifica.
Silvana Cortignani
Attilio Manca con la madre Angela Gentile
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

