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“Fontana di piazza della Rocca, non è possibile rischiare la vita in questo modo”

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Viterbo – “La mancanza di controlli è la causa di centinaia di morti sul lavoro e centinaia di migliaia di infortuni. Non è possibile rischiare la vita in questo modo”. Ad intervenire sul mancato rispetto delle norme di sicurezza nel corso della pulizia della fontana di piazza della Rocca a Viterbo sono le sindacaliste Elisa Bianchini dell’esecutivo nazionale dei Cobas e Paola Celletti dell’Usb pubblico impiego.


Viterbo - Ripulita la fontana del Vignola a piazza della Rocca

Viterbo – Ripulita la fontana del Vignola a piazza della Rocca – L’operaio che ha rischiato la vita


Martedì scorso, durante i lavori di pulizia della fontana di piazza della Rocca, un operaio è salito in cima all’ultima vasca, quella più piccola, per tirare via la sporcizia. In piedi, con una scopa e senza alcuna protezione. A diversi metri d’altezza. Con evidente pericolo per la sua incolumità.

“Prendiamo atto con soddisfazione della condanna del comune per come sono stati svolti i lavori di pulizia della fontana – dice Elisa Bianchini dei Cobas -. Ma ci chiediamo anche come sia possibile che queste cose possano succedere. Non solo, ma chiediamo alla sindaca Chiara Frontini come mai, visto che l’amministrazione ha i propri operai, il comune continui ad avvalersi di ditte in appalto. Se poi non sono sufficienti gli operai in organico, vanno fatte nuove assunzioni”.

“Chiediamo inoltre – prosegue Bianchini – se il comune abbia mai verificato quali siano state le condizioni di lavoro di questi operai in appalto, dai contratti agli orari di lavoro fino al salario e alle norme di sicurezza che hanno un impatto decisivo sulla vita dei lavoratori. Dopodiché va detto anche che quando gli operai sono costretti a turni stressanti e a carichi eccessivi, il rischio è quello di mettere da parte le strumentazioni a loro disposizione per chiudere il lavoro il più velocemente possibile”.


Elisa Bianchini

Elisa Bianchini dei Cobas


“È assurdo aspettare la segnalazione di un giornale per fare i controlli – sottolinea poi Bianchini -. Il comune deve verificare prima di dare l’appalto che la ditta che interviene rispetti pienamente le norme sulla sicurezza o quantomeno deve fare i controlli in corso d’opera. È questo uno dei modi per evitare le morti e gli infortuni sul lavoro. Quando c’è un lavoro deve mandare il responsabile della sicurezza a verificare il rispetto delle norme. L’altro giorno non è successo nulla di grave al lavoratore solo per una questione di fortuna”.

“La mancanza di misure di sicurezza per i lavoratori dipendenti da ditte appaltatrici è assolutamente grave – aggiunge Paola Celletti di Usb -. La responsabilità primaria è certamente della ditta appaltatrice ma vi è la responsabilità diretta anche del comune che ha conferito il lavoro in appalto. Il comune, così come ogni ente o azienda che appaltano attività lavorative, dovrebbe controllare che le aziende cui conferisce un appalto attuino tutte le norme sulla sicurezza sul lavoro, oltre ad applicare correttamente quanto previsto dai Ccnl”.



“Vi è una grande responsabilità che ricade sul comune – spiega Celletti – conseguente anche alla mancanza di personale degli organi ispettivi, tanto che un lavoratore può lavorare in una piazza comunale privo di dispositivi di sicurezza e senza che nessun pubblico ufficiale intervenga. Il recente decreto del governo in tema sicurezza certamente non aiuta, così come non aiuta la famosa ‘Patente a Punti’”.


Paola Celletti

Paola Celletti di Usb


“Quello che manca – conclude infine Celletti – sono controlli veri , ma la sicurezza del lavoro non è prioritaria nell’agenda dei governi tanto che gli organici degli ispettori del lavoro sono al collasso. Occorre restituire agli organi di controllo personale che gli consenta di svolgere realmente attività di prevenzione contro gli infortuni e gli omicidi sul lavoro”.

Daniele Camilli


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