- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Provincialismo è… assegnare a Sgarbi un assessorato inutile, solo per fare scena

Condividi la notizia:

Inaugurazione della mostra su Michelangelo - Vittorio Sgarbi con Chiara

Inaugurazione della mostra su Michelangelo – Vittorio Sgarbi con Chiara Frontini


Viterbo – Provincialismo è quando non avendo un’immagine propria ti affidi a quella degli altri. È quello che è successo quando è stato assegnato a Sgarbi un assessorato che non doveva servire a niente, solo a fare scena con l’immancabile selfie da scattare insieme al noto personaggio, sperando in qualche raggio di luce riflessa che non è arrivato.

Provincialismo è la corsa verso aiuole da inaugurare come se la cosa più importante, per un governo cittadino, fosse la fascia da mettere addosso, invece di occuparsi del quotidiano fatto di scuole da supportare, di erba che invade i marciapiedi, di cinghiali che banchettano felici, di parcheggi a caro prezzo, di commercianti con i loro infiniti problemi, di immondizia che sembra non esserci prima dello sfalcio di un prato. Si tratta di problemi non risolti che messi assieme si traducono in incuria e degrado. Da una parte si lascia crescere la natura selvaggia dove non ci dovrebbe stare e dall’altra la stessa natura viene imbrigliata dentro aiuole cervellotiche disegnate a tavolino. Dietro l’angolo c’è quel benedetto taglio del nastro che i sorrisi di circostanza fanno diventare una stucchevole linea di demarcazione tra la presenza del politico e quella delle cose che, nel migliore dei casi, andavano fatte, ma senza mettergli attorno una cornice. Sarà che la politica ci ha insegnato a non amarla più di tanto, ma quello che c’è oltre la politica, oltre quel nastro, è il quotidiano fatto di domande semplici alle quali servono risposte concrete.

Fateci caso, alle inaugurazioni sono presenti sempre gli stessi individui che hanno stampata sulle labbra la frase di circostanza: “Bello! È proprio quello che mancava!”. Inutile dire che è sempre festa grande quando è Sgarbi ad aprire la processione dell’evento per il quale non si bada a spese nella speranza che l’immagine di Viterbo non resti ferma al palo. E invece è proprio quello che succede. In teoria della percezione si chiama legge di semplicità: se voglio vedere Michelangelo vado Firenze, mica prenoto il viaggio nella la città dei papi.

Chiara Frontini festeggia la vittoria con Vittorio Sgarbi e Fabio Cavini

Chiara Frontini festeggia la vittoria con Vittorio Sgarbi e Fabio Cavini


Molti degli interventi hanno riguardato e riguardano soprattutto quell’appezzamento di terra davanti al portone del Comune. Far bella una parte della città con le aiuole innaffiate e curate come quelle di porta Fiorentina è provocare l’inevitabile confronto con quelle di Santa Barbara dove è il forasacco a farla da padrone. La spazzatrice che passa a piazza del teatro viene vista con sguardo arcigno dai vicoli dove l’incontro tra pavimentazione e mura è benedetto dai topi che possono scorrazzare indisturbati lungo quelle striscia di verde che sembra lasciata apposta per loro, salvo a Santa Rosa, dove per miracolo, probabilmente della santa, anche i sampietrini a ridosso delle mura vedono un po’ di luce. Non soltanto la natura è tornata padrona delle aree pubbliche e dei parcheggi, ha anche strizzato l’occhio ai cinghiali che sono accorsi, prima timidamente, per poi diventare padroni assoluti del verde e dei cassonetti.

Amministrare una città è quella cosa che sembra facile quando attacchi i manifesti elettorali per poi diventare maledettamente complicata quando quegli stessi manifesti cadono a brandelli dai muri. Il problema è che sono sempre più rare le persone disposte a dirti in faccia come stanno realmente le cose. Nel più dei casi si sceglie la via diplomatica che aggira il problema, tanto fare i complimenti o lasciarsi andare a critiche sensate non costa niente allo stesso modo; allora si srotola questo bigliettino come se fosse quello dei baci perugina: “State facendo un bellissimo lavoro, siete proprio la manna caduta dal cielo che a Viterbo mancava”.

Poco più in là c’è il parente di chi ha detto, senza battere ciglio, che tutto va bene con accanto l’operaio che con il comune ci lavora ed il suo amico che vorrebbe lavorarci a breve… Tutto umanamente comprensibile perché mettersi contro qualcuno non è mai una buona cosa. Il problema è che così facendo non si cresce e non si impara. Si vive alla giornata sulle ali dei facili complimenti che poi svaniscono all’improvviso appena si perde il ruolo.

Innaffiare il pratino dalla parte dove è già rigoglioso e verde serve all’autostima, non a far crescere l’erba dove il resto del prato è secco. Per una volta bisognerebbe tapparsi le orecchie quando arrivano i complimenti da parte di certe persone e ascoltare le critiche, perché è da quelle che si impara. Governare una città è difficile davvero, ma se quelli che provano a dare consigli diventano nemici, allora è il punto di partenza di quell’idea che è sbagliato. L’ambizione è sana fino a un certo punto poi cambia colore, quindi meglio farsi una passeggiata per andare a vedere quello che non funziona e non avere fretta di indossare la fascia tricolore.

Fiorenzo Mascagna


Condividi la notizia: