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“Pulizia della fontana del Vignola, in tutta questa vicenda il comune ha una responsabilità totale…”

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Viterbo – “Pulizia fontana piazza della Rocca, la responsabilità del comune è totale”. Fabio Turco è il direttore della Cassa edile di Viterbo, vale a dire l’ente istituito dalla contrattazione collettiva per gli addetti del settore edilizio che mette insieme le organizzazioni sindacali dei lavoratori e i datori di lavoro.

Martedì scorso, durante i lavori di pulizia della fontana di piazza della Rocca, un operaio è salito in cima all’ultima vasca, quella più piccola, per tirare via la sporcizia. In piedi, con una scopa e senza alcuna protezione. A diversi metri d’altezza. Con evidente pericolo per la sua incolumità.

Non solo, ma “se si lavora in altezza – spiega Turco – c’è bisogno del trabattello. Certamente non si usa la scala. Soprattutto da un piano a un altro della fontana”. Perché? “Perché la scala – precisa il direttore della Cassa edile – può essere scivolosa”.


Viterbo - Pulizia della fontana di Piazza della Rocca - Alla faccia della sicurezza sul lavoro

Viterbo – Pulizia della fontana di Piazza della Rocca – Alla faccia della sicurezza sul lavoro


Come avrebbe dovuto lavorare, nel rispetto delle norme sulla sicurezza, la ditta incaricata della pulizia della fontana di piazza della Rocca?
“È ovvio che vanno prese tutte le precauzioni che tutelino la vita del lavoratore. Se si lavora in altezza c’è bisogno del trabattello. Certamente non si usa la scala. Soprattutto da un piano a un altro della fontana”.

Perché non si usa la scala?
“Perché la scala può essere scivolosa. Messa nel modo in cui ho visto in fotografia. La scala non è un elemento che ti sostiene in caso di incidente. È molto più precaria rispetto a un trabattello. E stiamo parlando di una fontana, una questione di quote e l’aspetto principale è proprio l’altezza”.

Come doveva essere attrezzato l’operaio?
“Doveva lavorare su un piano di appoggio che lo garantisse”.


Fabio Turco

Il direttore della Cassa edile di Viterbo Fabio Turco


Che responsabilità ha il comune in tutta questa vicenda?
“Il comune, vale a dire il committente, in tutta questa vicenda ha una responsabilità totale. C’è anche un responsabilità da parte dell’impresa che ha fatto lavorare i propri dipendenti senza l’attrezzatura idonea per quel tipo di lavoro, a partire dai dpi, ossia i dispositivi di protezione individuale”.



Il comune, in un comunicato stampa, ha detto che “è inammissibile che l’operatore abbia messo a rischio la propria incolumità” e che la ditta che ha svolto i lavori è stata richiamata “alle sue responsabilità”. Secondo lei è una risposta sufficiente o dovrebbe fare qualcosa di più rispetto a quanto dichiarato?
“Questa esperienza potrebbe essere l’occasione per capire che quando vanno appaltati i lavori è fondamentale fare poi i controlli. Sia a posteriori che a priori. Insomma, un’esperienza che deve servire da lezione. Non solo, ma è altrettanto importante che i lavori vengano affidati a quelle imprese che rispettano tutte le norme di sicurezza e di regolarità contributiva”.

Come si dovrebbe comportare il comune nei confronti della ditta che ha eseguito i lavori?
“Se gli organi competenti riscontreranno delle responsabilità, poi il comune si comporterà come meglio crede nelle future attività. Certo è che, a mio avviso, vanno considerate le imprese che investono sulla sicurezza e che devono avere la possibilità di avere un margine maggiore rispetto alle altre. In sintesi, il comune deve premiare chi investe sulla sicurezza e mettere da parte chi non lo fa. È il suo compito. È un’amministrazione pubblica”.

Daniele Camilli


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