Sant’Angelo di Roccalvecce – Il doppio murale di Cappuccetto Rosso
Viterbo – Sopresa per i turisti del paese delle fiabe che durante il ponte di Ferragosto, oltre alla cinquantina di murales per cui il borgo è famoso, potranno ammirare in diretta, a Sant’Angelo di Roccalvecce, il cantiere allestito per la realizzazione di una nuova opera dedicata alla “Principessa di ghiaccio”.
Al lavoro Vera Bugatti, la stessa artista che ha già realizzato “Cappuccetto Rosso”. “Il nuovo murale – spiega Gianluca Chiovelli, dell’associazione Acas – occuperà tre pareti ed è una rielaborazione della principessa di ghiaccio della Bugatti, che chi verrà in questi giorni potrà vedere all’opera in via della Chiesa”.
Una curiosità, chi vuole accrescere la magia, può farlo lasciando un’offerta nella grande damigiana sotto il murale di Peter Pan.
Vera Bugatti
A proposito di Cappuccetto Rosso, murale realizzato in dieci giorni di “lavoro indefesso” nel 2021, è la stessa artista bresciana a raccontare come è andata: “La richiesta specifica era la fiaba europea più popolare al mondo, Cappuccetto Rosso, che probabilmente avrei scelto io stessa. Avevo già rappresentato Alice nell’opera Everyone in Wonderland is Mad, in Danimarca e mi si era aperto un mondo”.
E’ una versione animalista ed ecocentrica della fiaba di Cappuccetto Rosso. Il murale celebra una nuova riconciliata relazione tra la bambina e il lupo, che non appare più come il selvaggio e cattivo mostro pronto a divorarla, ma come un docile cucciolo desideroso di carezze.
“Volevo che la mia interpretazione si svincolasse sia dalle conclusioni moraleggianti di Perrault che dalle varianti dei Grimm, capovolgendo il racconto a mio piacere. L’attenzione è quindi il titolo della mia doppia opera: Cappuccetto Rosso abbraccia un lupo dimesso guardandoci risoluta da lontano, in primo piano la nonna scarmigliata è pronta a partire per raggiungerla, la gerla in spalla, con la mano destra scosta il foulard, mostrandoci un cuore sezionato che genera e sostiene un albero semispoglio, fluttuante e vermiglio come nell’iconografia del Sacro Cuore”.
“È una versione moderna e ambientalista della fiaba storica, una Cappuccetto Rosso battagliera che accoglie e non demonizza la presenza del lupo. A livello simbolico il lupo non rappresenta più il pericolo e l’ignoto, evocando al contrario un ritorno alla natura e un complicato ma necessario riequilibrio di ecosistema. È necessario prestare attenzione alla natura, averne cura, lasciarsi pervadere, oggi più che mai”.
Silvana Cortignani

