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Suor Carmela Salvato: “A Viterbo ci sentiamo a casa, trasferirci qui è stato un dono”

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Viterbo - Il monastero di Santa Rosa

Il monastero di Santa Rosa


Viterbo – “Qui a Viterbo ci sentiamo a casa, trasferirci in questa città è stato un dono”. La madre badessa delle Clarisse, suor Carmela Salvato. L’altro giorno al monastero di Santa Rosa durante la presentazione della mostra Fra le mura del chiostro. La vita quotidiana in un monastero di clausura.


Suor Carmela Salvato

Suor Carmela Salvato


Dopo 8 anni le Clarisse, che hanno gestito il monastero per 7 secoli, sono tornate nella città dei papi. Prima di loro, in quest’ultimo lasso di tempo, ci sono state le Alcantarine. Per le Clarisse, venerdì scorso, era prevista anche una messa per celebrarne il ritorno. Il crollo invece di una parte dell’affresco di san Francesco all’interno della cupola della chiesa di Santa Rosa, ha costretto il vescovo a spostare l’appuntamento a data da destinarsi. Spostate anche, in tal caso alla chiesa di San Francesco, le messe per le festività legate al trasporto della Macchina di Santa Rosa.


Viterbo - Il vescovo Orazio Francesco Piazza

Il vescovo Orazio Francesco Piazza


“Essere accolte in diocesi – dice suor Carmela – è una cosa grande. Qui ci sentiamo a casa. Trasferire un monastero dopo seicento anni non è stato semplice. Al tempo stesso è stato però un dono, per l’accoglienza che la diocesi del vescovo Piazza ci ha dato”.


Viterbo - La chiesa di santa Rosa

Viterbo – La chiesa di Santa Rosa


Le Clarisse tornate a Viterbo, 9 in tutto, vengono infatti dal monastero di Città di Castello dove sono state per 6 secoli.
L’altro giorno al monastero, assieme a suor Carmela, c’erano anche il vescovo Orazio Francesco Piazza, il prefetto Gennaro Capo e la consigliera comunale Alessandra Croci.


Gennaro Capo

Gennaro Capo


“Le Clarisse – commenta Piazza – sono una radice importantissima. Radice che deve diventare albero per dare frutti abbondanti. La loro presenza a Viterbo è un qualcosa di straordinario. Avevamo previsto la messa per celebrare il loro ritorno il 23 agosto, ma il crollo di parte di un affresco della cupola della chiesa di Santa Rosa ci costringe a dover scegliere un’altra data, che definiremo a breve. Perché le Clarisse meritano di essere accolte con un’assemblea popolare e con un momento di grande partecipazione”.


Alessandra Croci

Alessandra Croci


“Le Clarisse – conclude Croci – sono la parte spirituale della città. Il vostro ritorno ci rende felici. Un dono per tutti quanti noi”.

Daniele Camilli


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