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“Il 3 settembre qualche furto in periferia ma con un numero contenuto, il servizio di sicurezza è stato imponente”

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Viterbo – “A Santa Rosa qualche furto in periferia ma con un numero contenuto, il servizio di sicurezza messo in campo è stato imponente”.

Luigi Silipo

Luigi Silipo


Sono i dati illustrati questa mattina dal questore Luigi Silipo a pochi giorni dalla festa di Santa Rosa e dal trasporto della macchina.

Un servizio di sicurezza che ha visto in azione almeno 500 persone per cercare di fare funzionare al meglio l’organizzazione e la tutela dell’evento più importante della città.

“Il 3 settembre – ha spiegato il questore Luigi Silipo – c’è stato qualche furto in periferia ma con numero contenuto. Mi sono approcciato a Santa Rosa con grande rispetto, non ho mai avuto apprensione sull’evento in sé perché è occasione di gioia in cui è bello vivere la città. C’è stata massima attenzione per la sicurezza delle persone.  

Per i servizi devo ringraziare tutti i collaboratori dal dottor Riccardo Bartoli a Fabio Zampaglione, abbiamo messo in campo il meglio per garantire la sicurezza. Un binomio eccezionale.

Luigi Silipo

Luigi Silipo


Grazie anche a carabinieri e guardia di finanza. Tutti gli uomini e le donne che hanno fatto parte della sicurezza di Santa Rosa.

Un servizio imponente. Sono stati impiegati almeno 500 persone tra carabinieri, guardia di finanza, esercito, polizia locale, security e volontari.

Le pattuglie del reparto prevenzione crimine – ha sottolineato Silipo – sono state divise in quadranti per garantire la tranquillità nelle zone adiacenti al percorso della macchina di Santa Rosa. Ci sono state le Sos dei carabinieri specializzate nell’antiterrorismo. Cani antisabotaggio e artificieri. In più, l’elicottero che sorvolava la città.

Grazie, inoltre, ai vigili del fuoco per il loro intervento immediato per la caduta del balconcino avvenuto durante il trasporto. Sono state registrate almeno 32mila persone solo nelle piazze”.

Il questore Luigi Silipo ha voluto vivere la tradizione di Santa Rosa fino in fondo, andando a conoscerne le origini e tutti i dettagli storici.

“Ho visitato Santa Rosa e la guida mi ha spiegato tutta la storia – ha detto -, volevo entrare nella tradizione e capire. Ma soprattutto ho compreso il grande sforzo e la dedizione dei facchini. E come dice il vescovo Orazio Francesco Piazza, Santa Rosa non va nominata, Santa Rosa va vissuta”.

Elisa Cappelli


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