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Civitavecchia – (sil.co.) – Sacerdote imputato di avere circuito un’anziana sottraendole 300mila euro, don Diego Pierucci della chiesa di Gesù Divino Lavoratore si è difeso giovedì davanti al gup Matteo Ferrante del tribunale di Civitavecchia dall’accusa di circonvenzione di incapace per cui rischia di finire sotto processo.
Presunta vittima Maria Marzialetti, un’anziana parrocchiana deceduta nel maggio 2023, cui nel 2017 venne diagnosticata una forma di demenza senile, in seguito alla quale i parenti chiesero un tutore, nominato dal giudice nonostante il parroco, oggi 57enne, si fosse presentato in tribunale dicendosi il garante.
Tra il 2019 e il 2021, secondo l’accusa, sarebbero sparite ingenti somme di denaro, per un totale di circa 300mila euro, più una macchina e una casa in viale Guido Baccelli. Il tutto a favore del sacerdote, difeso dall’avvocato Alessandro Maruccio.
“Il sacerdote – ha spiegato l’avvocato Maruccio, che ha chiesto l’interrogatorio per il suo assistito – ha risposto compiutamente a tutte le domande che gli sono state poste da parte del giudice e del pubblico ministero, raccontando quella che è la sua verità”.
Il gup Ferrante ha quindi rinviato l’udienza al prossimo 13 novembre per la discussione e decidere se procedere col rinvio a giudizio dell’imputato.
La scorsa primavera, dopo l’avviso di chiusura indagini per circonvenzione di incapace, la diocesi di Civitavecchia-Tarquinia guidata dal vescovo Gianrico Ruzza intervenne sulla vicenda con una nota per dire che “la curia vescovile, esprimendo piena fiducia nell’operato della magistratura, auspica che quanto prima la vicenda si risolva con le massime garanzie per le parti in causa”, precisando che “i supposti addebiti giudiziari attribuiti al parroco non siano da ricondurre in alcun modo agli incarichi da questi ricoperti a livello diocesano”.
– Circonvenzione di incapace, indagato sacerdote della diocesi Civitavecchia-Tarquinia
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
