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Avanti c’è posto, sullo scuolabus l’assessora Scardozzi fa salire pure chi non ha diritto

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Viterbo – Avanti c’è posto, l’assessora Katia Scardozzi (Trasporto scolastico) fa salire utenti sullo scuolabus in barba al regolamento.

Incredibile ma vero, stando a quanto Alessandra Troncarelli (Pd) ha riportato in consiglio comunale, leggendo una lettera recapitata a una famigli,a che si è vista rifiutare il servizio perché non rientrava in uno dei criteri previsti, e approvati solo poco tempo fa dall’amministrazione Frontini.


Katia Scardozzi

Katia Scardozzi


Il criterio non rispettato era quello del risiedere ad almeno un chilometro dalla scuola. Ma niente panico. Sempre nella stessa comunicazione, la domanda è stata accolta. Misura temporanea. “Situazione assurda e molto grave”.

Nella comunicazione c’è il il nome di Katia Scardozzi, ma l’assessora, colta alla sprovvista nel corso delle interrogazioni non ha risposto. Lo farà in forma scritta.

Mandando su tutte le furie Troncarelli. “Il regolamento è stato approvato di recente – spiega Troncarelli – all’articolo 3, uno degli elementi richiesti è che le famiglie debbano risiedere a oltre un chilometro dalla scuola.

L’avviso è scaduto il 21 luglio e successivamente è stata predisposta una graduatoria”.

Nel frattempo, a diverse persone che avevano presentato domanda è arrivata una lettera.

“Si fa presente – continua a leggere Troncarelli – che a seguito di verifiche, il richiedente risiede a meno di un chilometro dalla scuola di appartenenza, pertanto la richiesta non può essere accolta”.

Fin qui, tutto bene. Regolamento applicato alla lettera. Ma la lettera, quella spedita dal comune, non si chiude qui.

“Tuttavia – continua ancora a leggere la consigliera Pd – considerato che il numero delle richieste pervenute all’uffici, per la linea di Grotte Santo Stefano, risulta essere inferiore rispetto al numero di posti disponibili sul pulmino dedicato a tale tratta, l’amministrazione comunale, su richiesta dell’assessore Scardozzi, ha deciso di adottare una misura temporanea”.

Ovvero: “Nell’ottica di perseguire gli obiettivi di economicità ed efficienza del servizio, è stato deciso di ordinare cronologicamente le domande pervenute dagli utenti residenti entro un chilometro dalla scuola di appartenenza. Pertanto, la sua domanda è stata accettata per l’assegnazione “temporanea” dei posti liberi e sarà possibile erogarle il servizio di entrata e uscita come richiesto”.


Alessandra Troncarelli

Alessandra Troncarelli


Quindi la richiesta è stata negata perché non risponde a uno dei criteri previsti, però viene accettata. Per grazia ricevuta.

E non è ancora finita: “Si precisa che il servizio potrebbe non essere garantito per l’intero anno scolastico 2024/2025 – continua la lettera – infatti, qualora durante l’anno scolastico dovessero pervenire nuove domande d’iscrizione al servizio da parte di utenti che soddisfano i requisiti previsti dall’articolo 3 del regolamento comunale sul trasporto scolastico, anche se presentate fuori termine, l’amministrazione procederà a sostituire gli utenti con assegnazione “temporanea” (partendo dall’utente associato al numero di protocollo più alto) con quelli aventi diritto.

In tal caso, l’utente con assegnazione temporanea” non potrà vantare alcun diritto e dovrà cedere il posto all’utente in possesso di tutti i requisiti”.

Ovvero, c’era un avviso con un termine entro cui presentare domanda. Ma del regolamento approvato dal consiglio cosa importa? La giunta fa come gli pare. Scardozzi propone e dispone.

“Le domande – incalza Troncarelli – o sono accolte o non lo sono. Non esiste nel regolamento una misura temporanea. Esiste forse un documento di giunta che lo prevede?”. Stando a quanto (non) detto dall’assessora, non sembra.

“Anche se ci fosse ma non penso, sarebbe comunque sbagliato. La giunta non è sovrana rispetto al consiglio comunale. Qualora si fosse deciso d’approvare qualcosa di diverso, doveva tornare in commissione e in consiglio”.

E poi: “Si accettano domande oltre la scadenza. Il regolamento non prevede nemmeno questo ed è stato approvato solo pochi mesi fa”. In pratica, la giunta va contro un documento che la maggioranza stessa ha voluto e approvato. Ma forse a Scardozzi non è piaciuto, quindi ha proposto e disposto.

“Una situazione assurda. Semmai – prosegue Troncarelli – se si voleva allargare il servizio a chi è rimasto fuori pur avendone diritto, e ce ne sono diversi in altre linee, si poteva modificare leggermente le fermate di quelli con ancora disponibilità di posti e aiutare, così, davvero le famiglie”. Ma forse è più semplice fare uno strappo alla regola, o meglio, al regolamento che si è voluto approvare.

Giuseppe Ferlicca 


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