Un Bf-109
Carbognano – Caccia tedesco abbattuto in un combattimento, era il Bf-109 di Hugo Huber.
La ricerca storica condotta da Michele Mari e Raniero Pedica, con la collaborazione di Giampiero Marcelli, Roberto Silvestri, Pino Evangelisti, Serafino Scialanca, Francesco Fratoni, Maurizio Mastrogiovanni e dell’associazione Romagna Air Finders ha permesso di identificare l’aereo della Luftwaffe e il suo pilota che precipitò dopo un combattimento il 7 maggio 1944 a Carbognano.
L’indagine è iniziata dopo che Raniero Pedica, con la collaborazione di Giampiero Marcelli, ha ritrovato precise informazioni di un velivolo tedesco, di tipo caccia, precipitato tra Carbognano e Fabrica di Roma durante la seconda guerra mondiale.
In particolare sono stati fondamentali i ricordi di due testimoni dell’accaduto: Pino Evangelisti e Serafino Scialanca.
Entrambi hanno riferito particolari fondamentali per la ricerca e hanno indicato l’esatto luogo dello schianto dell’aereo.
Pino Evangelisti in merito all’aereo caduto ha riferito: “Ricordo con precisione che era una domenica mattina, intorno alle ore 10,30 ed io stavo a Fabrica, in località Carciolano, quando poco distante cadde un aereo. Ci recammo subito nella zona dello schianto ma una pattuglia di soldati tedeschi armati presidiava già il luogo. Riuscimmo ad avvicinarsi solamente alcuni giorni dopo. Si seppe poi che il corpo del pilota era stato portato via con i resti principali dell’aereo. Circa un mese dopo arrivarono gli alleati a Fabrica”.
Altri particolari sono stati aggiunti da Serafino Scialanca: “Era una bella mattinata soleggiata del 1944, ed ho notato un aereo che volava a quota bassa lateralmente alla linea dell’alta tensione, appena dopo un traliccio. Ricordo d’averlo visto inclinarsi e passare sotto i fili elettrici: al contatto con il suolo l’apparecchio è esploso e nel raggio di cento metri, accanto ad un grosso ciliegio, tutto è rimasto bruciato”.
Altre testimonianze sono state raccolte da Maurizio Mastrogiovanni a Carbognano che hanno confermato i fatti e il luogo dello schianto: “Mio nonno Mario mi raccontò dell’abbattimento di un monoposto germanico e la storia del pilota deceduto nell’incidente aereo. Altre precise informazioni sono state avute da Marino Mariotti ricordando che l’aereo era danneggiato ma sostanzialmente ancora integro poiché il pilota probabilmente aveva attutito l’impatto planando”.
La ricerca è proseguita grazie a Francesco Fratoni, con il quale il team di ricerca composto da Raniero Pedica, Michele Mari, Maurizio Mastrogiovanni e Roberto Silvestri, ha ritrovato l’esatto luogo dello schianto.
Sono stati reperiti anche dei frammenti provenienti dal relitto del velivolo precipitato.
L’aereo, a detta dei testimoni dell’accaduto, rimase per la gran parte integro, anche se i rottami, a causa dell’urto nel terreno, vennero disseminati in un’ampia area. Poi gran parte dei pezzi vennero riutilizzati per i più svariati usi.
Un Bf-109
Dalla loro analisi, effettuata con la collaborazione dell’associazione Romagna Air Finders, è stata confermata la nazionalità tedesca del velivolo e il modello: un Bf-109.
Il Bf-109, prodotto dall’azienda tedesca Messerschmitt, fu un cacciabombardiere monomotore e monoposto. Divenne uno degli aerei più rappresentativi e utilizzata della Luftwaffe nel corso dell’intero secondo conflitto mondiale.
Venne prodotto in oltre 34mila esemplari: entrò in servizio nella Luftwaffe nel 1937 fino al 1945.
L’aereo era armato con mitragliatrici o cannoni e poteva portare anche delle bombe: da 50 a 500 chili.
Dopo l’identificazione del modello di aereo Michele Mari e Raniero Pedica sono riusciti ad identificare il pilota che morì nello schianto.
Dal racconto dettagliato e incontrovertibile dei testimoni il caccia tedesco cadde in una soleggiata domenica mattina, intorno alle 10,30, nella primavera del 1944.
Da queste informazioni è iniziata l’analisi dei rapporti di perdita tedeschi per trovare un Bf-109 caduto nella zona di Carbognano-Fabrica di Roma, con pilota deceduto, nel corso di una domenica della primavera del 1944 alle 10,30 circa.
Dall’analisi storica è emerso che proprio domenica 7 maggio 1944, intorno alle ore 10 avvenne un combattimento aereo nell’area del lago di Bracciano e in particolare intorno a Ronciglione, Fabrica di Roma e Capranica.
Si scontrarono 12 Spitfire inglesi del 72esimo Squadron con 18 Bf-109 del Jagdgeschwader 4.
Nel combattimento i tedeschi persero sei aerei con quattro piloti uccisi.
L’unico di questi che precipitò a Fabrica di Roma (gli altri caddero a Ronciglione, Capranica e vicino al lago di Bracciano) era il Bf-109, versione G-6, con werk-nummer 162731 “nero 2” del tenente Hugo Huber appartenente al 2./Jg 4.
Hugo Huber
Quindi non ci sono stati dubbi, viste le informazioni riportate dai testimoni, che l’aereo caduto al confine tra Fabrica di Roma e Carbognano potesse essere quello pilotato da Huber.
Da qui sono stati ritrovate ulteriori informazioni sul pilota della Luftwaffe e anche il ricordino del funerale del giovane aviatore.
Hugo Huber era nato nel 1922 a Straubing in Baviera, rimase ucciso a soli 21 anni a Carbognano ed è sepolto nel cimitero di guerra tedesco di Pomezia.
Il ricordino funebre del pilota tedesco Hugo Huber
Una storia ricostruita nel dettaglio a distanza di 80 anni dai drammatici fatti della seconda guerra mondiale avvenuti nel viterbese.



