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“In campo cerchiamo sempre di dare il massimo, quest’anno puntiamo ai playoff e poi ci giocheremo le fasi successive”

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Viterbo – “In campo cerchiamo sempre di dare il massimo, quest’anno puntiamo ai playoff e poi ci giocheremo le fase successive”. Marcello Meroi, in qualità di presidente della Stella Azzurra Viterbo Basket SsDarl, racconta così la squadra e le sue emozioni alla vigilia di inizio del campionato di serie B.

La Stella Azzurra sarà nuovamente protagonista il 29 settembre per disputare la prima partita di quest’anno contro il Pescara, al palazzetto dello sport in via dei Monti Cimini a Viterbo.

E c’è attesa per la palla a due, fuori e dentro il campo. Fuori e dentro il PalaMalè.


Marcello Meroi

Marcello Meroi


Prossima ormai la data dell’inizio del campionato. Quali sono gli obiettivi della stagione?
“Quest’anno, a fronte di una squadra completamente rinnovata per 6/12, abbiamo cercato di acquisire sul mercato ottimi giocatori, che abbiamo scelto proprio per le rispettive caratteristiche dei ruoli. Inoltre abbiamo uno staff di prima fascia con un allenatore che, uno dei pochi a questo livello, ha anche acquisito il brevetto per poter allenare squadre di serie A. Quindi il nostro obiettivo è importante, anche se non necessariamente deve essere quello massimo. È però un obiettivo che si prefigge nella prima fase di arrivare ai playoff e poi di giocarci le fasi successive, ovviamente sperando che ci siano e siano di qualità, per raggiungere il massimo risultato che con questa squadra possiamo ottenere. Abbiamo detto ai ragazzi che le asticelle si alzano di volta in volta, perché quello di quest’anno è un campionato complicato e difficile con tanti investimenti e squadre forti. Noi dobbiamo cercare di fare la nostra parte e fare bella figura. Così come da tanti anni stiamo riuscendo a fare. Anche perché noi andiamo in campo e cerchiamo sempre di dare il massimo”.

Sarà quindi un campionato difficile e complesso. Sotto quale aspetto in particolare?
“Incontreremo molte squadre forti, alcune delle quali già conosciamo e ci abbiamo giocato negli anni passati perché questo è un girone multiregionale. Quelle del Lazio le conosciamo già tutte e sono molti forti come Palestrina, Frosinone, Carver. E poi ci sono anche altre squadre valide, alcune delle quali abbiamo già incrociato l’altro anno. Penso ad esempio alle Marche, Abruzzo, Molise, Campania. È un campionato che certamente ha sensibilmente alzato il suo livello anche nella qualità”.


Viterbo - Presentazione della nuova stagione sportiva della Stella Azzurra - La maglia della Stella Azzurra e Marcello Meroi

Viterbo – Presentazione della nuova stagione sportiva della Stella Azzurra – La maglia della Stella Azzurra e Marcello Meroi


La Stella Azzurra riparte dalla guida tecnica di Umberto Fanciullo che è stato confermato. Una certezza per la squadra…
“Sono dodici anni che Umberto è con noi e credo che questo possa essere considerato un record assoluto in tutte le categorie. La dice lunga sul rapporto di fiducia che si è creato tra lo staff, la dirigenza e Umberto. È un allenatore di grandissimo livello, potrebbe allenare qualsiasi squadra di serie A. È uno dei pochissimi in Italia, tra quelli che non allenano squadre professioniste, che segue da tantissimi anni i clinic in Spagna di Sergio Scariolo e Pablo Laso con il Real Madrid e in nazionale spagnola. È sicuramente un top della categoria. E quindi era ovvio che fosse con noi, insieme a Jacopo Vitali, che è il suo assistente e proviene dalla nostra scuola, e affiancato quest’anno anche da Alessandro Cittadini, che smessa la maglia da giocatore allenerà anche come assistente della prima squadra. 

In più da quest’anno abbiamo voluto costituire uno staff tecnico-medico che ha una propria specialista ortopedica che è la dottoressa Giulia Cenci, con la dottoressa Isabella Cristaudo, responsabile area riabilitativa, e Simone Di Serio e Valentino Boneddu come fisioterapisti. Abbiamo anche la dottoressa Alessia Fuschino come biologa e nutrizionista, che da quest’anno curerà un aspetto molto importante quando si gioca a questi livelli. Questo staff sarà a disposizione non solo della prima squadra ma anche delle due squadre in Eccellenza Giovanile e delle altre due squadre con cui facciamo i campionati regionali”.

Quale sarà la formazione di base della squadra che giocherà il campionato di serie B?
“La squadra che giocherà il campionato di serie B vede in campo Matteo Bertollini, Matteo Di Croce, Gioele Moretti, Emin Mavric, Silone Bertini, il capitano Andrea Meroi, Vittorio Visentin, Filippo Taurchini, Alessio Albenzi, Majak Majok Khon Madet, Leonardo Casanova e Ivan Begic”.

Ci sono nuovi volti nella rosa e anche conferme. Cosa si aspetta dai giocatori quest’anno?
“La nostra squadra è fatta da tre fasce. La prima è con i giovanissimi, che abbiamo aggregato quest’anno e che fanno parte dell’under 19. Poi ci sono i giovani come Silone Bertini e Filippo Taurchini che giocano ancora nell’under 19, ma che già l’anno scorso hanno fatto un campionato senior decisamente molto buono e sono ormai parte della squadra. Abbiamo poi confermato due veterani che sono Andrea Meroi, unico giocatore viterbese con 280 partite in serie senior con la nostra maglia, e Leonardo Casanova, che è a quota circa 180 partite. Entrambi sono provenienti dal nostro settore giovanile. Poi i cinque nuovi che abbiamo preso: Emin Mavric, Ivan Begic, Vittorio Visentin, Alessio Albenzi, Gioele Moretti. E abbiamo anche due giovanissimi del 2006: Majak Majok Khon Madet, che viene dal Sud Sudan ed è il secondo anno che sta con noi, e Matteo Di Croce, che viene da Guidonia.

Un mix tra nuovi giocatori di qualità, con caratteristiche specifiche, i nostri giovani e i nostri confermatissimi senior. Da tutti chiaramente ci aspettiamo sempre il meglio. E, vedendoli ormai in campo anche durante gli allenamenti, siamo estremamente soddisfatti e fiduciosi per il campionato. Siamo molto attenti alla selezione dei giocatori perché una caratteristica della nostra società è proprio quella di scegliere sportivi validi tecnicamente ma che siano anche affidabili, seri e professionali. E devo dire che quest’anno, come anche negli anni passati, mi hanno tutti fatto un’ottima impressione”.

Quanti giocatori della Stella Azzurra che ci sono oggi in campo nascono proprio dalla squadra stessa?
“Andrea Meroi e Leonardo Casanova provengono dal nostro vivaio. Così come i due giovani Silone Bertini e Filippo Taurchini. Stesso discorso anche per Matteo Bertollini, che tra l’altro è tra i più giovani della squadra. Questo fa capire quanto sia importante seguire il più possibile i giocatori nel loro percorso. Ed è infatti ovvio che una società che fa campionato di questo tipo debba avere una struttura ben consolidata con un direttore sportivo che curi tutti gli aspetti relativi ai rapporti, contratti, acquisizione dei giocatori. Noi da anni abbiamo Fabio Cassieri e credo che quest’anno abbia fatto un egregio lavoro”.  

La Stella Azzurra è una realtà sportiva consolidata sul territorio. Quale la risposta del pubblico viterbese in questi anni? Qual è il rapporto con la città?
“Viterbo è una città che conosco bene e posso dire che è alquanto difficile e complicata sotto l’aspetto sportivo. La grande soddisfazione che noi abbiamo avuto negli ultimi due anni è stata quella di essere riusciti a riportare veramente tanta gente al palazzetto PalaMalè. È gratificante vedere ogni domenica una media di 700/800 persone che assiste alle partite, con la necessità di dover utilizzare anche l’altra tribuna. Era da anni che non succedeva a Viterbo. Noi siamo veramente orgogliosi di portare i simboli della città di Viterbo, di rappresentare sportivamente questo territorio, di riuscire a dare un messaggio positivo della Tuscia da un punto di vista agonistico. Questo perché crediamo che Viterbo e la provincia meritino di essere conosciute e apprezzate anche sotto questo aspetto”.


Viterbo - Presentazione della nuova stagione sportiva della Stella Azzurra

Viterbo – Presentazione della nuova stagione sportiva della Stella Azzurra


Sappiamo tutti il ruolo dello sport nella crescita fisica ed educativa dei giovani. Quali sono i valori che la pallacanestro trasmette?
“Quest’anno i nostri sponsor, principalmente We Com, Ortoetruria, Saggini costruzioni, Pesci-Kyo, Sub-Main e Athletes, ci hanno chiesto di inserire all’interno del progetto sportivo anche l’aspetto sociale. Sono tutte proposte che abbiamo già presentato al comune di Viterbo e al presidente della provincia. Tutte iniziative che, già da qualche anno, ci vedono inseriti in una serie di attività di carattere sociale al fianco di ragazzi diversamente abili. Questo è un aspetto fondamentale da portare avanti perché il basket non è solo agonismo, ma è anche imparare il rispetto dell’altro; saper riconoscere le regole; costruire rapporti corretti; sperimentare la disciplina; saper confrontarsi con i compagni, gli avversari e gli arbitri. È imparare a stare in una comunità con delle regole che usciti dal palazzetto si possono comunque applicare. Credo che questo debba essere lo scopo principale di tutte le associazioni che hanno a che fare soprattutto con i giovani, non solo quelle sportive. Al di là del fatto che poi è sempre meglio avere 100 bambini al palazzetto, o in qualsiasi altra palestra d’Italia, piuttosto che cento bambini in strada”.

Ci sono novità per i tifosi a livello di abbonamento o altro?
“Noi da anni abbiamo fatto la scelta di lasciare gratuito l’ingresso per assistere alle partite. Lo facciamo per incentivare i tifosi a partecipare, ma anche perché ci piace un rapporto di questo tipo con chi ci viene a sostenere. C’è poi la possibilità di acquistare una nostra card che permette di avere delle promozioni nelle nostre maglie e nel merchandising, così come  di avere una scontistica con i servizi dei nostri sponsor”.

Il PalaMalè è idoneo per giocare il campionato? Cosa pensa dei lavori fatti dall’amministrazione Frontini?
“Il PalaMalè da un punto di vista della struttura impiantistica è forse uno dei più belli di tutti i palazzetti dei campionati, dopo il PalaTiziano di Roma. È stato ristrutturato e alcuni lavori sono ancora in corso. Il comune ha anche rilucidato il parquet, che è bellissimo ed era un peccato vederlo ammalorato. L’unica cosa che manca, che ricordavo anche in conferenza stampa all’assessore Aronne, sono le batterie per l’impianto fotovoltaico. Credo che questo sia l’ultima cosa che manca, al di là di alcuni lavori di completamento che so che già sono finanziati. Però ecco poniamo l’attenzione sul fotovoltaico perché il PalaMalè è conosciuto con il soprannome di Palaghiaccio perché la sera, da ottobre a febbraio, è problematico allenarsi con certe temperature. Va bene quindi il fotovoltaico, ma senza batterie che hanno immagazzinato l’energia la situazione non cambia molto. L’amministrazione ci ha comunque rassicurato che questa criticità verrà risolta in tempi brevi e prima dell’inizio del campionato”. 

Organizzare un campionato richiede sinergie e forze da mettere in campo. Non da ultimo anche un costo…
“Un campionato richiede certamente sinergie, partendo dal presupposto che oggi gestire una società sportiva a qualsiasi livello richiede professionalità. C’è bisogno dell’ausilio di più figure di professionisti con un’attenzione a tutte le norme specifiche sulla materia. Diciamo che per organizzare un campionato non si può solo essere amanti dello sport, anche se poi la passione è la base fondamentale. Chiaro che poi sono basilari anche gli sponsor, oggi elemento trainante di tutte le società sportive già a questi livelli. Se poi parliamo di costi effettivi siamo comunque su livelli standard elevati, un po’ comuni a tutte le società. Ci aggiriamo, per sostenere una struttura di questo tipo, intorno a 400/500 mila euro l’anno, con tutto quello che ruota intorno al campionato. Considerando poi che nel nostro caso specifico abbiamo avuto anche la fortuna di poter mantenere una serie di sponsor amici, portati avanti negli anni, a cui si sono aggiunte altre realtà importanti che ci sostengono perché si sono appassionate. Certi risultati non si ottengono solo con l’interesse economico, ma anche con la passione”. 

E parlando di passione. Da cosa nasce la sua per il basket?
“Esattamente dall’inverso da quella da cui nasce per tutti. Di solito i genitori cercano di trasmettere ai figli le loro stesse passioni. A me è successo il contrario. La passione è nata seguendo mio figlio, dal minibasket in poi. Mi sono entusiasmato e interessato sempre più grazie a lui e ai suoi traguardi. Diciamo che, in tanti anni che gioca, si possono contare sulle dita di una mano le partite che mi sono perso, facendo gruppo anche con gli altri genitori. Così, da tifoso e appassionato, piano piano è arrivato il resto. Mi ha preso sempre più dandomi anche importanti soddisfazioni. Ho ricordi bellissimi di tanti momenti passati insieme alla squadra. Questo è un lavoro che viene da lontano, con un gruppo consolidato alle spalle che negli anni si è sempre confrontato ed è in totale sintonia”. 

Alle sue spalle un lungo percorso politico e lei è stato anche sindaco della città. Cosa pensa della situazione attuale di abbandono? Cosa pensa dei lavori fatti dall’amministrazione Frontini?
“Preferisco limitarmi all’oggetto sportivo dell’intervista”.

Maurizia Marcoaldi


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