Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 16 giugno 2024 la Asl di Viterbo ha emanato una circolare nella quale veniva dato obbligo ad ogni cacciatore che abbatteva un cinghiale in selezione di dover portare un campione ad analizzare per avere il parere positivo riguardo la trichinella.
Cosa importantissima all’interno della circolare era, cito testuali parole: “le carni non possono essere consumate ne cedute a terzi fino al ricevimento dell’esito del laboratorio” e per di più la conservazione nel frattempo è a carico del cacciatore
Ricevendo tante segnalazioni e richieste di chiarimento dai nostri associati e altri, abbiamo ritenuto opportuno approfondire, dato che il nostro ruolo è anche quello di tutelare e rappresentare i cacciatori tutti.
A oggi dopo essere passati 3 mesi e dopo essere stati abbattuti molti animali e consegnati tutti i campioni, come da circolare, non è arrivato nessun esito, pur avendoli richiesti, quindi tutte le carni sono ancora bloccate senza sapere cosa poterne fare.
La cosa già è grave ma il peggio deve ancora venire, visto che come associazione venatoria abbiamo contattato il firmatario della circolare chiedendo di poter trovare una soluzione o magari modificando la circolare, dando un limite di giorni da attendere prima di consumare le carni a meno che arrivi esito negativo, a questa richiesta ci è stato risposto con “eleganza” :”non ho tempo da perdere con queste stupidaggini”.
Data l’importanza dei cacciatori/selecontrollori in particolare nell’ambito cinghiale, viste le problematiche che questo selvatico sta provocando, è il caso che qualcuno metta chiarezza a questa cosa, per cui chiediamo un tempestivo intervento dell’assessore Righini e del presidente di commissione Zelli, che fino a oggi si è sempre dimostrato sensibile verso il nostro mondo.
Antonietta Mechelli
Vicepresidente provinciale Enalcaccia
