Civita Castellana – A ottobre la capitale falisca sarà la casa di trenta nomadi digitali, grazie al progetto Civita Remote. “Ho a cuore la mia terra e cerco di promuoverla, aiutando l’economia e valorizzando le nostre bellezze”, afferma l’ideatore Federico D’Ubaldo.
Federico D’Ubaldo
Federico, chi sono i nomadi digitali?
“Sono persone che lavorano da remoto. Cioè dipendenti, liberi professionisti o imprenditori, che viaggiano costantemente, spesso soli perché in pochi ancora oggi hanno la possibilità di avere un lavoro totalmente da remoto. Quelli che ce l’hanno, o per motivi familiari o per motivi di comfort, non abbracciano pienamente questa vita, che sui social sembra bella, e lo è, ma necessita di grande flessibilità, organizzazione e saper mantenere le proprie abitudini con tante ore di viaggio mensili”.
Perché vengono a Civita Castellana?
“Ho fondato, qualche anno fa, un’azienda che organizza vacanze-lavoro per nomadi digitali. Spesso i nomadi viaggiano in solitaria, e quindi cercando di unirsi a delle comunità di persone che fanno il loro stesso stile di vita. Noi di solito organizziamo viaggi per gruppi da una quindicina di persone, durata dieci giorni. Questo progetto a Civita Castellana, chiamato Civita Remote, ospiterà più di trenta nomadi per la durata di un mese”.
Civita Castellana – Forte Sangallo
Quali sono le mete più gettonate da questa nuova tipologia di lavoratori?
“In generale gli stranieri visitano sempre gli stessi bellissimi posti: Roma, Milano, Firenze, Venezia, Napoli. Pochi si soffermano a visitare anche i posti più remoti, per due motivi: gli italiani non parlano inglese, in linea di massima per uno straniero è difficile arrangiarsi in questi luoghi perché non riesce a comunicare con i locals, e la scarsa promozione dell’Italia meno turistica. Essendo io civitonico di origine, ho preso a cuore questa terra e voglio promuoverla come riesco. In questo caso porteremo questo grande gruppo in tante diverse zone locali per esplorare anche le bellezze limitrofe. Faremo molte attività culinarie, ma avranno anche a disposizione uno spazio di coworking per tutto il mese di ottobre, messo a disposizione del comune, presso i locale delle ex carcerette, dove tutti si riuniranno giornalmente per co-lavorare e fare varie attività professionali come workshops e masterminds”.
Qual è il vostro obiettivo?
“Il nostro obiettivo è far vivere il vero stile italiano a questi nomadi e portare introiti da questo progetto lavoro-turistico alla cittadina di Civita Castellana. Sono tante le attività locali coinvolte che gioveranno dall’arrivo di questo grande gruppo. A partire dai supermercati, biblioteca, farmacie, negozi, bar e piccole aziende a condotta familiare. Da non dimenticare gli Airbnb locali a cui noi mandiamo i nostri clienti gratuitamente, per farli stare da loro per tutto il mese di ottobre. Abbiamo prenotato finora circa una quindicina di case vacanze diverse. Non sarà il solito turismo mordi e fuggi, ma un contributo significativo alla nostra economia locale. Grazie a chi ha accolto le nostre idee e ci ha aiutato a realizzarle”.
Giusi De Novara

