Viterbo – “Dies Natalis: è stato un buon trasporto, siamo già al lavoro per il prossimo 3 settembre… La macchina deve essere perfetta”. L’ideatore Raffaele Ascenzi ieri sera sotto la macchina per salutare la nuova creazione.
Viterbo – L’incontro sotto Dies Natalis, la sera prima dello smontaggio
Una sera magica, quella di ieri, che ha salutato Dies Natalis. L’ultima sera, prima dello smontaggio, sul sagrato davanti il santuario di Santa Rosa. Centinaia di viterbesi si sono riuniti per ammirare ancora per poche ore la nuova macchina in tutta la sua bellezza dopo un trasporto faticoso ma ben riuscito e aspettare il prossimo 3 settembre per sfilare di nuovo sulle spalle dei suoi facchini e incantare la folla tra le vie del centro storico.
Viterbo – L’incontro sotto Dies Natalis, la sera prima dello smontaggio
Raccolti sotto Dies Natalis, in prima linea, i protagonisti del trasporto: il Sodalizio dei facchini di santa Rosa, con il presidente Massimo Mecarini, l’ideatore della macchina Raffaele Ascenzi, il costruttore Vincenzo Fiorillo e la sua famiglia, i progettisti 3d Luca Occhialini e Antonella Servi, le aziende Mastro e Rocchetti, i professionisti, le maestranze e tutta l’équipe che a diverso titolo ha contribuito alla realizzazione del trasporto e della festa.
Ad aprire l’ultima sera dedicata a Dies Natalis, il presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini che ha ringraziato in primis tutti gli organizzatori che hanno contribuito alla riuscita dei festeggiamenti dedicati alla santa, i facchini e le famiglie per il trasporto e i presenti per aver risposto positivamente a ogni iniziativa organizzata dal Sodalizio e dal comune.
Viterbo – L’incontro sotto Dies Natalis, la sera prima dello smontaggio
“Il mio ringraziamento più sentito va ai nostri cari facchini – ha detto Mecarini – che, non solo hanno regalato uno spettacolo la sera del 3 portando sulle spalle Dies Natalis, ma hanno dato una mano alle cene in piazza che hanno preceduto il trasporto. Sudori, fatica che hanno portato a un ottimo risultato. Abbiamo raccolto diversi migliaia di euro da devolvere in beneficienza. Grazie facchini per lo sforzo. Quando c’è l’esordio di una nuova macchina, c’è sempre qualcosa da ritoccare. Da domani al lavoro già per il prossimo 3 settembre”.
Viterbo – L’incontro sotto Dies Natalis, la sera prima dello smontaggio
A sorpresa il capofacchino Sandro Rossi, che, dopo il malore accusato e l’intervento subito, ha dovuto rinunciare al primo trasporto della nuova creatura di Raffaele Ascenzi: “Già dalla prova del traliccio il 7 luglio, con questa macchina avevamo notato diversi passaggi ardui, ma lo abbiamo fatto in maniera soddisfacente. Con una macchina di questa grandezza e imponenza, c’era molta apprensione per tutto in primis per la incolumità dei facchini. Nonostante tutto è stato fatto un buon trasporto, è andato tutto bene”.
Viterbo – L’incontro sotto Dies Natalis, la sera prima dello smontaggio
“La sera del 3 non ho visto il trasporto – ha raccontato Rossi -, mi hanno sconsigliato di vederlo, sono molto emotivo, i miei facchini lo sanno e non potevo permetterlo. Ho pensato alla mia salute. Sarebbe stato comunque un trasporto particolare perché avrei sentito la mancanza di un fratello, Marco Gemini, una delle guide più importanti e storiche del trasporto.
È difficile da spiegare. Prima della partenza, sono io che me li guardo negli occhi uno a uno, sono io che li incito, che me li coccolo, che li sostengo… solo noi, toccandoci, riusciamo a capire che c’è dentro di noi e cosa riusciamo a fare la sera del 3. Il ruggito del leone, ecco noi siamo questi. E quest’anno, anche se lontano, ho voluto che i miei ragazzi tirassero fuori la grinta dentro di loro per dare il meglio di sé”.
Viterbo – L’incontro sotto Dies Natalis, la sera prima dello smontaggio
Prima dei vari interventi, è stato consegnato l’assegno con il ricavato della tombola di Santa Rosa di 4000 euro alle suore clarisse. Un sostegno economico per il monastero di Santa Rosa. “È stata la prima esperienza per me assistere al trasporto della macchina di Santa Rosa così da vicino – ha detto commossa suor Carmela Salvato -. Ci avete reso questa esperienza bella e emozionante. Stare lì sulle scale e aspettare i facchini portare la santa patrona a casa, è stato indescrivibile. Ci avete regalato veramente tanto, è stato bello vedere l’unione, la forza volontà, la passione e la fede tra voi”.
Viterbo – L’incontro sotto Dies Natalis, la sera prima dello smontaggio
A concludere la serata, la proiezione di “Con i nostri occhi”, un documentario promosso dal comune di Viterbo e un progetto realizzato con l’intento di regalare alla città una testimonianza di tutto quello che c’è stato dietro la costruzione della nuova macchina di Santa Rosa, ripercorrendo le emozioni vissute dalla proclamazione del vincitore al concorso d’idee nella sala Regia fino all’arrivo della santa al santuario trasportata in spalla dai facchini la notte del 3. Una testimonianza che resta nel tempo e che scrive la storia della tradizione viterbese.
Viterbo – L’incontro sotto Dies Natalis, la sera prima dello smontaggio
È stata poi la volta della sindaca Frontini. “Questa serata l’abbiamo voluta tutti insieme – ha detto la sindaca Chiara Frontini -, l’ultima sera di Dies Natalis. Questo trasporto è stato un viaggio intenso. Volevamo una macchina che lanciasse messaggi di pace in vista del Giubileo 2025, una macchina che rappresentasse la città di Viterbo alla candidatura di capitale della Cultura e ci siamo riusciti. L’abbiamo sentita, vissuta e abbiamo voluto che tutti la vedessero come noi l’abbiamo vista con i nostri occhi passo dopo passo. Un dietro le quinte inedito da far vivere a tutti i viterbesi. Questo documentario sarà un ricordo che resterà per tutti noi e rimarrà nella storia”.
Infine Gianmarco Carvone al fianco di Cristina Pallotta -. Abbiamo raccolto un risultato importante e abbiamo trasmesso quanto questa festa dà a ciascuno di noi che la viviamo a pieno e a chi la viene a vedere. Oltre un milione di visualizzazioni in streaming. Un grande risultato. Con un documentario sui 90 giorni prima del trasporto, siamo riusciti a trasmettere ciò che sentiamo”.
Gianmarco Carvone e Cristina Pallotta
Oggi, lo smontaggio. Dalle prime ore della mattina. Pezzo dopo pezzo tornerà nei capannoni di Fiorillo pronti. “Da domani rinizio un nuovo lavoro – ha spiegato Raffaele Ascenzi alla folla raccolta sul sagrato -. Cercheremo di rendere la macchina più performante per le spalle dei facchini per il prossimo anno. L’esordio di una nuova creatura è sempre di rodaggio. La macchina di Santa Rosa occupa la mia testa per tutto l’anno e oltre la mia anche quella di Luca Occhialini e Antonella Servi che hanno lavorato a stretto contatto con me e mi hanno supporto. Vogliamo che Dies Natalis sia veramente perfetta”.
Per l’anno prossimo vorremo mettere in risalto le tre scene con un gioco di luci, bisogna mettere in evidenza i momenti della vita di Santa Rosa. Ci stiamo già pensando”, ha concluso.
Federica Focaracci








