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“Disordini nelle carceri del Lazio, i tempi di attivazione del Protocollo d’intervento regionale sembrano non essere stati tempestivi”

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La polizia penitenziaria - Immagine di repertorio

La polizia penitenziaria – Immagine di repertorio

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – In questi ultimi mesi nella nostra regione abbiamo purtroppo potuto riscontrare continui disordini all’interno degli istituti penitenziari della Regione Lazio (Velletri, Viterbo, Cassino, Regina Coeli soprattutto) la quale pur avendo delle avvisaglie di quanto sarebbe poi accaduto i tempi di reazione nell’attivazione del Por (Protocollo d’intervento regionale) sembrano non essere stati tempestivi.

Inoltre, al momento di tale necessità sembra che il richiamo delle unità destinate a tale servizio sia venuto meno, impiegando altro personale rispetto a quello individuato dallo stesso Provveditorato regionale nel Marzo 2022, in rispetto del Decreto Prap Lam n.53 del 03 Dicembre 2020 e ribadito dalla Circolare Prap Lam del 13 Marzo 2023.

Risulta che quel personale in gran parte avrebbe dato le proprie dimissioni, per situazioni che sembrano dovute a mancanza di provvedimenti che legittimavano il loro impiego al momento di necessità, facendo venire meno anche riconoscimenti economici (straordinari e indennità di missione), e alla fine lasciati soli nella delusione più totale da parte di questa Amministrazione (alla stregua di fazzoletti usa e getta).

Si è inoltre configurata una nuova l’istituzione il Gio non considerando in analogia i già esistenti “Gruppi intervento operativi regionali” o quanto meno considerarne le analogie e la prossimità di funzioni operative. 

Uno spreco di risorse inspiegabile per non aver riconosciuto a loro il giusto merito, avrebbero e ancora potrebbero tornare utili se l’amministrazione fosse attenta realmente alle situazioni, cosa che in qualche modo aveva iniziato a fare grazie al decreto del 2020. Probabilmente poco attenta a tale importanza per ristabilire i necessari requisiti di ordine e sicurezza in cui potere svolgere il servizio per il personale che opera all’ interno delle sezioni detentive

Altro aspetto importante, la permanenza continua dei più facinorosi nelle sedi in cui si sono resi attori principali di questi disordini, che mancano di provvedimenti rapidi alla loro movimentazione in ambito extra regionali così come definiti dalla circolare n. 3702/6152 del 28 settembre 2023.

La Uilpa polizia penitenziaria già in data 20 luglio 2024, sensibilizzava il prefetto di Roma per la grave condizione di sovraffollamento presente nelle carceri Laziali, le azioni di protesta messe in atto in vari Istituti e disordini che mettono a rischio la sicurezza dell’ordine pubblico (vedi ultimi fatti a Regina Coeli lanci di tegole in strada).

Non riusciamo nostro malgrado a comprendere quali siano le azioni intraprese, quali le intenzioni risolutive, per fronteggiare il fenomeno del sovraffollamento la presenza al 20 luglio 2024 era di 9130 detenuti nel lazio “capienza mai raggiunta negli ultimi anni”, dati Prap Lam forniti con nota nr 0058257.U

Alla luce di quanto rappresentato, riteniamo doveroso che l’Amministrazione si confronti con la Uilpa polizia penitenziaria per evidenziare le ragioni del malessere del personale, i quali, chiedono urgenti interventi a loro sostegno, cosa che sta venendo meno da parte del Provveditorato e delle stesse Direzioni interessate dai disordini subiti in questi mesi e sulla quale non possiamo che chiedere un confronto urgente con lo stesso Provveditore Regionale a partire dall’attivazione del P.O.R sempre più richiesto necessario per far fronte a tali eventi.

All’Ufficio relazioni sindacali del Dap si chiede di rappresentare la vicenda alle Direzioni Generali di competenza al fine di fornire ulteriori chiarimenti in merito.

Davide Riggi
Coordinatore regionale Uilpa polizia penitenziaria – Lazio

 


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