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Fabio Cavini: “Il capo del cucuzzaro, cioè papa Francesco, ha benedetto l’ateismo…”

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Viterbo – “Il capo del cucuzzaro, cioè papa Francesco, ha benedetto l’ateismo”. Il Fabio Cavini pensiero, la posizione teologica del marito della sindaca Chiara Frontini sulla scelta del pontefice di rendere omaggio al presidente emerito della repubblica Giorgio Napolitano il 24 settembre 2023, alla camera ardente allestita in senato. “Per esprimere, con la presenza e la preghiera – scriveva in una nota la sala stampa della Santa sede – il suo personale affetto a lui e alla famiglia, e per onorare il grande servizio reso all’Italia”.

Quella scelta, per Cavini, fu né più, né meno che “una cazzata”.


Viterbo - Il matrimonio di Chiara Frontini e Fabio Cavini

Viterbo – Il matrimonio di Chiara Frontini e Fabio Cavini – Al centro il vescovo Lino Fumagalli


“Se ci va il capo del cucuzzaro, cioè il Papa – spiega Cavini – e ci va in abito, come ci deve andare, perché non è che si può mette i jeans eh… in quel momento è lui che ha benedetto l’ateismo, cioè quello che hai fatto è sbagliato da tutti i punti di vista, è proprio sbagliato… a me poi non me ne importa nulla perché io non è che fo parte della parrocchia, però… capito?”.


Papa Francesco

Papa Francesco


L’occasione per esprimere il proprio punto di vista, Cavini la coglie a cena a casa del consigliere Marco Bruzziches, il 26 settembre dell’anno scorso, quattro giorni dopo la morte di Napolitano. Poco prima, a tavola, Cavini si era espresso sulla religione cristiana definendola “la più grande paraculata della storia dell’uomo”. Con la chiesa che vende un prodotto che funziona, cioè l’aldilà. Il tutto, all’interno della cornice, Vaticano società per azioni, spa.

Una cena, quella del 26 settembre, che Bruzziches registrò per intero, depositando il tutto in procura. Cena, i cui contenuti hanno poi spinto i pm Massimiliano Siddi e Chiara Capezzuto ad avviare un’indagine e a chiedere successivamente il rinvio a giudizio di Frontini e Cavini con l’accusa di minaccia a corpo politico in concorso.

L’udienza davanti al Gup Giacomo Autizi è stata fissata per il prossimo 21 novembre, in via Falcone e Borsellino, palazzo di Giustizia. I pm avevano chiesto anche il giudizio immediato, respinto dalla Gip Rita Cialoni.


Papa Francesco alla camera ardente di Giorgio Napolitano

Papa Francesco alla camera ardente di Giorgio Napolitano


Viterbo - Il matrimonio di Chiara Frontini e Fabio Cavini

Viterbo – Il matrimonio di Chiara Frontini e Fabio Cavini


Sull’omaggio del Papa a Napolitano, ad aprire le danze è Frontini. “È andato da Napolitano”, dice la sindaca. “Ma la cosa non si affronta…”, prova ad intervenire Cavini. “Cioè, dai – precisa poi la sindaca -, un ateo col funerale laico è andato il Papa”. “Per me è finita Roma – sentenzia subito il marito – è chiaro, anche se…”. 

Bruzziches però non coglie subito e domanda: “C’è andato Papa Francesco? Non t’ho seguito…”. “No – risponde Cavini -, lui c’è andato personalmente a fare la sua… una cazzata…”. “Alla camera ardente”, fa immediatamente dopo notare la sindaca.

“Napolitano ti può piacere o meno”, aggiunge Cavini. Ma per il marito della sindaca “era opportuno, per esempio, siccome ha mandato il principe più importante che lui ha, il Cardinale Ravazzi, no?”. “Certo”, puntualizza la moglie. 

Ravazzi che per Cavini è “un grande teologo, la mente più brillante che il Vaticano ha, tant’è che tra Bach e Pontorno ha delineato la vita dell’uomo, di Napolitano, grande amante poi, tra l’altro, di Bach, quindi lì è stato opportuno perché comunque la chiesa è anche Stato e quindi lui era il rappresentante di uno Stato…”.


Giorgio Napolitano

Il presidente emerito della repubblica Giorgio Napolitano


E sarebbe stato meglio Ravazzi perché “se ci va il capo del cucuzzaro – fa notare infatti Cavini – cioè il Papa, e ci va in abito, come ci deve andar’, perché non è che si può mette i jeans eh… in quel momento è lui che ha benedetto l’ateismo, cioè quello che hai fatto è sbagliato da tutti i punti di vista, è proprio sbagliato… a me poi non me ne importa nulla perché io non è che fo parte della parrocchia, però… capito?” come. 

Daniele Camilli


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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