Viterbo – “I facchini sono stati strepitosi, lavoreremo per rendere la macchina ancora più confortevole e trasportabile”. L’ideatore di Dies Natalis Raffaele Ascenzi è pronto fin da subito a rimettersi al lavoro. Lo ha spiegato ieri durante le fasi di smontaggio della macchina di Santa Rosa.
Viterbo – Raffaele Ascenzi
Uno smontaggio che ha visto la ditta Fiorillo portare avanti le operazioni dalla mattina al pomeriggio. Fasi delicate, ma che sono state completate al meglio con i 5 blocchi di Dies Natalis che hanno lasciato il sagrato della basilica della patrona per essere custoditi nei capannoni su strada Tuscanese.
E a seguire i lavori da vicino c’era anche l’architetto Raffaele Ascenzi. L’ideatore di Dies Natalis, così come di Gloria e Ali di Luce, guarda già al prossimo trasporto, ragionando su alcuni piccoli cambiamenti. “Quello con Dies Natalis è un arrivederci già a domani, quando con Fiorillo faremo il punto della situazione per calibrare la macchina alla luce del trasporto effettuato. È stato un grande successo e i facchini sono stati strepitosi, ma noi dobbiamo essere ancora più bravi e rendere la macchina ancora più confortevole per loro, più performante per il trasporto”, ha spiegato Raffaele Ascenzi.
Viterbo – Santa Rosa – Lo smontaggio Dies Natalis
In particolare l’idea è quella di intervenire nella parte interna della macchina. “I facchini si sono complimentati per come è andato il trasporto e per la macchina. Abbiamo però notato nella macchina alcune criticità, risolvibili secondo me con poco – ha raccontato l’architetto Ascenzi -. Basterà posizionare probabilmente alcune componenti che stanno all’interno di Dies Natalis per bilanciarla un pochino meglio. Però insomma siamo già molto contenti”.
“Una caratteristica di questa macchina è questo movimento maggiore perché comunque le oscillazioni, soprattutto nella parte alta, fanno parte proprio del tipo di struttura che abbiamo dovuto impiegare per rimanere nei pesi stabiliti”, ha aggiunto.
Viterbo – Raffaele Ascenzi allo smontaggio di Dies Natalis
Nessuno stravolgimento, ma alcuni ragionamenti per aumentare la stabilità della parte più alta di Dies Natalis. “Essendoci un volume quasi raddoppiato rispetto alle macchine del passato, ed è facilmente visibile anche ad occhio questa caratteristica, siamo dovuti ricorrere a delle strutture molto più leggere rispetto all’acciaio che ha una resistenza maggiore – ha concluso Raffaele Ascenzi -. Quindi vedremo se con qualche soluzione riusciremo un po’ a mitigare questo aspetto, anche se non mi dispiace perché comunque riporta al vecchio tremolio che avevano i baldacchini devozionali di un tempo, come quelli settecenteschi o ottocenteschi. La cosa invece che dobbiamo mettere a punto è proprio la trasportabilità. Siamo veramente tutti quanti d’accordo nell’adottare alcune soluzioni molto semplici che comunque renderanno Dies Natalis ancora migliore per l’anno prossimo. Anche se credo comunque che il trasporto di quest’anno sia stato ottimo”.
Maurizia Marcoaldi


