Viterbo – La Juppiter sport vince il premio della Giornata europea delle fondazioni per il miglior progetto nel settore volontariato e sport. Un premio voluto dalla fondazione Carivit.
Viterbo – Giornata europea delle fondazioni – La Juppiter sport ritira il premio
La premiazione questa mattina al centro culturale di Valle Faul a Viterbo con un evento dedicato al tema dello sport sociale e inclusivo in occasione della 12esima Giornata europea delle fondazioni.
Questa mattina sono state presentate 5 iniziative, organizzate da associazioni del terzo settore destinatarie di un sostegno economico della fondazione, che si sono distinte nella promozione e diffusione dei valori dello sport, da quelli sociali, inclusivi a quelli della salute.
Viterbo – Giornata europea delle fondazioni – Luigi Pasqualetti
In un contesto in cui lo scorso settembre la pratica sportiva è stata inserita nella carta costituzionale, con il riconoscimento del suo valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico.
Il premio della fondazione va alla asd Juppiter sport con il progetto Formidabile.
Viterbo – Giornata europea delle fondazioni
Si tratta di un progetto con laboratori e attività ludico motoria, calcio a 5 e sport di squadra, trekking e passeggiate in natura per ragazzi diversamente abili integrate con adolescenti e giovani.
Menzioni speciali sono andate poi all’associazione nazionale genitori soggetti autistici Angsa con il progetto Includiamoci giocando; alla Federdiabete Lazio aps, progetto Oltre vela: dolci marinai; alla asd Sorrisi che nuotano Età beta odv, progetto Rotolando verso il traguardo; e alla asd Vitersport, progetto Benessere, sicurezza e sport in acqua.
“A trasformare questo principio in diritto garantito – sottolinea poi Pasqualetti – sono le oltre 120mila organizzazioni di promozione sportiva che ogni giorno lavorano per rendere lo sport una pratica accessibile per tutti”.
Viterbo – Giornata europea delle fondazioni – Salvatore Regoli
Al centro culturale ci sono il presidente della fondazione Carivit Luigi Pasqualetti, Salvatore Regoli della Juppiter, il comandante della guardia di finanza Carlo Pasquali, il prorettore dell’università degli studi della Tuscia Alvaro Ranucci, il vescovo Orazio Francesco Piazza, il segretario generale della fondazione Carivit Emanuel Fulvi, il questore Luigi Silipo e il vice prefetto Fabio Geraci.
Il tema della Giornata di quest’anno è “#unaltrapartita. Comunità in campo”. Al centro dell’iniziativa, lo sport e i progetti finanziati dalle varie realtà per favorirne la diffusione come strumento e opportunità di sviluppo della persona, di inclusione sociale, di promozione del benessere e condivisione per le comunità.
In Italia la Giornata è promossa congiuntamente da Acri, l’associazione italiana delle fondazioni di origine bancaria, ed Assifero, l’associazione delle fondazioni di famiglia, di impresa e di comunità ed altri enti di filantropici.
Viterbo – Giornata europea delle fondazioni
“I giovani non fanno sport – dice Pasqualetti -. Dobbiamo prendere coscienza di questa situazione e cambiare le cose. Bisogna fare una riflessione importante, perché vedere questi dati mi ha lasciato un po’ perplesso. A livello nazionale faremo degli incontri per individuare gli interventi da fare”.
“Lo scenario della partecipazione sportiva nel nostro paese – sottolinea Pasqualetti – non è roseo. Gli italiani che fanno sport sono poco più di 20 milioni (il 34,5% della popolazione). Questo ci porta ad essere in testa alle classifiche mondiali per indice di sedentarietà. Siamo al quarto posto tra gli adulti e al primo tra i minori. Esiste poi un evidente divario di genere: le donne sono solo il 43,3% della popolazione sportiva. E si sta aprendo anche una questione generazionale: i giovani fanno sempre meno sport, fuori da scuola”.
“Inoltre – conclude Pasqualetti – le persone con disabilità che riescono ad accedere allo sport sono la metà di quelli senza limitazioni. Le ragioni principali di questi divari sono i costi elevati, la carenza di strutture, l’esempio famigliare. Crescono anche le ragioni psicologiche che spingono i ragazzi all’abbandono: soprattutto ansia e burnout”.
Daniele Camilli








