La messa solenne in onore della Madonna della Quercia – I banchi riservati alle autorità cittadine vuoti |
Viterbo – La sindaca Chiara Frontini chieda scusa pubblicamente al vescovo Piazza, ai cittadini cattolici e ai laici. E, se è cattolica, anche alla Madonna della Quercia.
I fatti di questa mattina, con la sindaca Chiara Frontini che ha disertato la messa solenne in onore della Madonna della Quercia celebrata dal vescovo Piazza, obbligano la prima cittadina, questo pomeriggio, a partecipare al corteo del Patto d’amore, al di là del rischio fischi. E, a nostro parere, la obbligano a un minimo di umiltà istituzionale e a chiedere scuse pubbliche anche e soprattutto a un sacerdote di valore come Massimiliano Balsi. La città e i cittadini staranno a guardare.
Questa mattina, nella chiesa della Quercia, c’era solo il gonfalone del comune, che da solo rappresenta ben poco o nulla. Soprattutto se si tiene conto che si sta parlando del Patto d’amore della Madonna della Quercia con la città di Viterbo.
Chi scrive è un laico, ma, come è tradizione della cultura laica italiana e non solo, è consapevole del rispetto dovuto alle istituzioni religiose. Non solo c’è un rispetto dovuto alle istituzioni, ma anche a due preti di valore come il vescovo Orazio Francesco Piazza e don Massimiliano Balsi, parroco della basilica della Madonna della Quercia. Due sacerdoti di grande caratura culturale e religiosa, pienamente all’interno del concilio Vaticano II. Mi verrebbe da dire: due preti giovannei. E il riferimento non è solo al grande papa Giovanni XXIII, ma anche all’evangelista Giovanni. Due grandi figure del mondo cristiano, due grandi intellettuali.
Le scuse non possono che essere pubbliche, visto che lo sgarbo istituzionale è stato pubblico e plateale. La sindaca Frontini deve delle spiegazioni ai vertici della diocesi, ai fedeli della Madonna della Quercia, a tutti i cittadini. Anche perché quella che appare è una continua sfida alla chiesa cattolica viterbese.
Ricordo le esternazioni insultanti, mai smentite, del vicesindaco Antoniozzi in un bar, il comizio — vogliamo dire inopportuno, diciamo inopportuno — della sindaca Frontini a San Sisto prima della partenza della macchina di Santa Rosa e ora questa defezione plateale. Tanto che la sindaca ha ritenuto di non mandare nessun suo rappresentante alla messa solenne di questa mattina, officiata dal vescovo Piazza. Chiedere scusa non è un segno di debolezza, ma di consapevolezza. I bambini non chiedono mai scusa o non vogliono chiedere scusa.
Chiara Frontini
Se le scuse pubbliche non arrivano, vuol dire che c’è una strategia. Una sfida. Politicamente, se si vuole, legittima, ma coerenza vuole che sia dichiarata con limpidità, in modo che i cittadini possano avere contezza su chi e come sta sgovernando la città.
La cosa che stupisce di più è che, all’interno della maggioranza, questa linea sia sostanzialmente condivisa, visto che tutti tacciono. Mi domando se c’è qualche cattolico tra i consiglieri e gli assessori. E se c’è qualche laico consapevole di ciò che sta accadendo. Mi domando perché due consiglieri, di estrazione cattolica, come Alessandra Croci o Paolo Moricoli — sono i primi che mi vengono in mente — possano condividere questa linea politico-istituzionale, avallata rimanendo in maggioranza e tacendo. Senza mai prendere le distanze da certe impostazioni. Da certi sgarbi. Sgarbi mai messi in atto da nessun sindaco in precedenza.
Carlo Galeotti

