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”L’ho preso a bastonate perché aveva tirato una bomba carta nel giardino di mia madre”

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Vetralla – (sil.co.) – Prese a bastonate davanti a decine di tifosi della Nazionale il pusher con cui avrebbe avuto un debito di droga portandosi dietro il figlio minorenne, a distanza di oltre tre anni e ancora in attesa della fine del processo ieri ha riottenuto la piena libertà dopo oltre un anno di arresti domiciliari e altri due di obbligo di firma. Si tratta di un 41enne di Vetralla, accusato di lesioni aggravate per avere preso a bastonate in un bar del paese, durante la partita Italia-Spagna degli Europei di calcio 2021, un giovane che tre giorni prima avrebbe lanciato una bomba carta nel giardino di sua madre.  Sul posto si precipitarono carabinieri e sanitari del 118 con l’ambulanza. 


Carabinieri e ambulanza - Immagine di repertorio

Carabinieri e ambulanza – Immagine di repertorio


È successo ieri in tribunale, al termine dell’udienza in cui sono stati interrogati l’imputato e i genitori. Il giudice Giovanna Camillo ha accolto la richiesta del difensore Luca Ranalli, revocando l’ultima delle due misure cautelari, ancora pendente sul capo del 41enne, arrestato il 20 giugno 2021. rimasto ai domiciliari fino al 10 novembre 2022 e da allora sottoposto all’obbligo di presentazione in caserma.

Nel frattempo sono passati oltre tre anni da quando la vittima, che si è costituita parte civile al processo, finì a Belcolle con entrambe le mani rotte. Erano circa le sette e mezza di sera del 20 giugno 2021 quando l’imputato, assieme al figlio minorenne, avrebbe messo in atto la spedizione punitiva, muniti di due bastoni di legno lunghi un metro. Nei guai anche il figlio, per il quale è tuttora in corso un analogo procedimento davanti al tribunale per i minori di Roma, motivo per cui la difesa ha rinunciato a sentirlo come testimone.

Sia l’imputato che i genitori hanno detto che l’aggressione è stata il frutto di una lunga persecuzione da parte della vittima, per un debito di droga di qualche centinaio di euro che il 41enne non aveva restituito per intero, parlando di una serie di provocazioni e minacce cominciate in primavera, culminate nel pestaggio al bar la sera della partita degli Europei di calcio.

“Non ne potevo più – si è giustificato davanti al giudice il 41enne – oltre alla bomba carta, aveva minacciato mia madre con un coltello e di investirla una volta che era a piedi in centro con mia figlia piccola nel passeggino, aveva lanciato due bottiglie di birra vuote mandandole in frantumi in giardino mentre c’eravamo tutti appena tornati da una giornata al lago, si attaccava al campanello di casa dei miei nel cuore della notte… “.

Tutte circostanze confermate dai genitori, ma mai denunciate alle forze dell’ordine se non dopo il sanguinoso episodio del 20 giugno 2021. “Oltre a lanciare un ordigno nel giardino di casa dei miei, aveva anche pubblicato un video di minacce di morte a me e alla mia famiglia su Instagram. Era una persecuzione continua, ha smesso solo dopo che l’ho menato”, ha sottolineato il 41enne, ammettendo le sue responsabilità.

“Io e mio figlio siamo stati aggrediti da lui e da 3-4 suoi amici, allora abbiamo raccolto due bastoni dalla legna accatastata della vicina pizzeria, ma solo perché lui si è scagliato contro di me con uno sgabello, non li avevamo prima e mio figlio non lo ha usato perché glielo hanno subito levato”, ha spiegato il 51enne fornendo la sua versione dei fatti.

Versione che però sembrerebbe stridere con quella del supertestimone sentito lo scorso 30 maggio, ovvero un carabiniere che era fuori servizio la sera dell’aggressione. Secondo il militare una spedizione punitiva premeditata. Padre e figlio sarebbero stati già muniti di bastoni: “Ero in auto sulla Cassia quando ho visto padre e figlio andare verso il bar con due bastoni in mano, un chilometro più avanti ho fatto inversione e tornando indietro li ho visti che tornavano senza bastoni, il figlio anche senza maglietta, palesemente agitati”.

A fine gennaio la sentenza.


– “Preso a bastonate al bar durante gli europei di calcio, aveva lanciato in un giardino una bomba carta”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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