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L’Ordine di Malta al Patto d’Amore

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Viterbo - Rinnovo del patto d'amore

Viterbo – Rinnovo del patto d’amore

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Domenica 8 settembre, si è rinnovato il tradizionale “Patto d’Amore” tra la città di Viterbo e la Madonna della Quercia, la principale patrona della diocesi.

La mattina nella basilica di Santa Maria della Quercia, centro spirituale della Delegazione di Viterbo-Rieti dell’Ordine di Malta, si è svolta una solenne liturgia eucaristica presieduta da Orazio Francesco Piazza, vescovo diocesano.

Nel pomeriggio, al termine della processione, iniziata nel pomeriggio dalla chiesa di Santa Maria del Paradiso, la sindaca Chiara Frontini ha rinnovato il “Patto d’Amore” alla presenza del vescovo, di membri del clero regolare e secolare, delle confraternite e di numerosi fedeli giunti da tutta la diocesi.

La storia del “Patto d’Amore” affonda le radici nel 1467, anno in cui l’Alto Lazio fu colpito da una devastante epidemia di peste, che afflisse migliaia di persone.

Durante il mese di agosto di quell’anno, una folla, attratta da una voce misteriosa, si radunò attorno a un albero di quercia, richiamando in seguito anche gli abitanti dei paesi circostanti. Con la cessazione della peste, il popolo decise di organizzare una grandiosa processione di ringraziamento. I Priori di Viterbo ottennero il permesso dal vescovo Pietro, il quale autorizzò anche il culto per la Vergine, ormai venerata come Madonna della Quercia.

La storia del dipinto della Madonna è, di per sé, miracolosa. Commissionato nel 1417 dal mastro Battista Ruzzante al pittore Maestro Monetto, l’opera doveva essere posizionata su una quercia per proteggere i fedeli. Per una personale devozione, il pittore si dedicò a creare l’immagine della Vergine Maria con il Bambino su una tegola piana. La tradizione, come riportato dallo storico Niccolò della Tuccia, narra che mentre lavorava al dipinto, si addormentò e, nel sogno, vide gli angeli completare l’opera, disegnando e colorando il volto e gli occhi della Madonna.

Al risveglio, scoprì il dipinto perfetto, tanto da attribuirne la realizzazione a una mano angelica.

Il 20 settembre 1467 si svolse la prima processione del “Patto d’Amore”, alla quale parteciparono anche i cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme.

Delegazione Viterbo-Rieti Ordine di Malta


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