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Lorenzo Celestini: “È una macchina che mette giudizio”

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Viterbo - Il passaggio di Dies Natalis a Corso Italia

Il passaggio di Dies Natalis a Corso Italia


Viterbo – “È una macchina che mette giudizio, i facchini l’hanno sentita abbastanza”. Il presidente emerito del Sodalizio ed ex capo facchino Lorenzo Celestini. Dies Natalis è appena passata per Corso Italia dove, poco prima, all’altezza del civico 19 era venuto giù un balconcino, di quelli piccoli, grandi poco più di un cornicione. Chi stava alla finestra di sotto, pare sia stato colpito, sembra senza gravi conseguenze, è portato in ospedale.


Viterbo - Lorenzo Celestini

Viterbo – Lorenzo Celestini


Un punto difficile Corso Italia, probabilmente uno dei più difficili in assoluto. La Macchina di Raffaele Ascenzi oscilla, il traliccio è di alluminio, e la scossa si sente fino alla base, dove ci sono i facchini. Di lato tocca anche un balcone, un tetto. Ma la prova è superata in modo brillante. Brillante per la macchina, brillante per i facchini, bravi a superare ogni difficoltà e a procedere con scioltezza guidati da Luigi Aspromonte. Perfetto in ogni manovra. E il primo passaggio di Dies Natalis non era per niente semplice. L’emozione, l’adrenalina, la novità, le tante persone lungo il percorso.


Viterbo - Il passaggio di Dies Natalis a Corso Italia

Viterbo – Il passaggio di Dies Natalis a Corso Italia


“Le dimensioni della macchina sfiorano muri e cornicioni – spiega Celestini -. Basta poco, è una macchina che mette giudizio. Il prossimo anno i facchini la conosceranno meglio”. 


Viterbo - Il balconcino crollato a Corso Italia

Viterbo – Il balconcino crollato a Corso Italia


Le fermate al Corso sono due: Suffragio e Sant’Egidio. I passi da percorrere tanti. Altrettanto balconi e gente attorno, sospesa in aria a un palmo di distanza da Dies Natalis. Prima del Corso la fermata in piazza delle Erbe, con ragazze e ragazzi in attesa dal giorno prima, attorno alla fontana, dove hanno dormito, sui gradini e sulla strada. Una traduzione, quasi un passaggio di testimone tra generazioni di giovani. Subito dopo il Corso, piazza del Teatro, l’ultima stazione prima di prendere slancio in vista della salita che porta all’ultima fermata, quella davanti alla chiesa di Santa Rosa. Il santuario dove è custodito il corpo della patrona ieri sera avvolto dalle architetture gotiche volute da Ascenzi.


Viterbo - Il passaggio di Dies Natalis a Corso Italia

Viterbo – Il passaggio di Dies Natalis a Corso Italia


“I facchini la macchina l’hanno sentita abbastanza”, aggiunge Celestini. Che significa? “Vuol dire – risponde infine Celestini – che ce l’hai sempre sopra, non ti va mai via. Non riesci a fare il passo. Quasi devi strusciare per terra. Ma la macchina è nuova e ha bisogno del suo rodaggio. Il prossimo anno, che i facchini l’avranno conosciuta meglio, sarà tutta un’altra storia”.

Daniele Camilli


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