Viterbo – “Una marcia silenziosa per l’inclusione di tutti gli alunni con disabilità”. Il presidente di Angsa Alessandro Alfonsini: “Un corteo da piazza del teatro al comune per chiedere ascolto”.
Il presidente di Angsa Alessandro Alfonsini
“Una marcia silenziosa per le fragilità, una marcia per l’inclusione e per l’utilizzo della comunicazione aumentativa alternativa fin dall’inizio dell’anno scolastico e per le ore necessarie al singolo studente”. Autismo Angsa Viterbo del presidente Alessandro Alfonsini in piazza, questa mattina, con una marcia da piazza del Teatro a piazza del comune, sotto palazzo del Governo, la prefettura.
Viterbo – Il corteo promosso da autismo Angsa
Oltre cento le persone, tra ragazze, ragazzi e genitori, che hanno sfilato per corso Italia e via Roma. Tra inpartecipanti alla marcia anche il vice sindaco Alfonso Antoniozzi, la consigliera comunale Francesca Sanna e il capo facchino del Pilastro Angelo Loddo.
Viterbo – Il corteo promosso da autismo Angsa
“Viterbo – dice Alfonsini – è l’unico territorio in tutto il Lazio che ha sollevato il problema della comunicazione aumentativa alternativa (Caa) e tutta un’altra serie di punti legati allo studio e all’inclusione scolastica per tutti gli alunni con disabilità”.
Viterbo – Il corteo promosso da autismo Angsa
Una manifestazione promossa appunto da autismo Angsa Viterbo.
Viterbo – Il corteo promosso da autismo Angsa
I punti su cui Angsa chiede di intervenire, come riporta il volantino distribuito dall’associazione: “1) Il pieno godimento del diritto all’utilizzo della comunicazione aumentativa alternativa fin dall’inizida dell’anno scolastico e per le ore necessarie al singolo studente; 2) pieno godimento del diritto al sostegno didattico con assegnazione dal primo giorno di scuola dei docenti di sostegno specializzati e per il totale delle ore richieste; 3) assegnazione degli operatori Oepac per le ore richieste nel Pei del singolo studente fin dal primo giorno di scuola; 4) continuità didattica ed educativa; 5) incontri di conoscenza diretta delle figure professionali assegnate al singolo studente prima dell’inizio dell’anno scolastico in caso di mancata continuità per qualunque ragione; 6) garanzia dell’accesso in classe dei professionisti tecnici che seguono il singolo studente e indicati dalla famiglia; 7) redazione del Pei come previsto dalla norma e dalle linee guida e non semplicemente demandato al docente di sostegno, che troppo spesso copia incolla uno standard inutile quando non dannoso per lo studente; 8) messa a disposizione da parte della scuola di ogni documento che riguardi il proprio figlio; 9) rispetto delle norme riguardanti la scelta del percorso didattico, con particolare riguardo alle scuole superiori di secondo grado (tipo A, B, C); 10) organizzazione dei lavoratori nel rispetto dei principi e norme riguardanti l’inclusione scolastica. Non più un alunno con disabilità per ogni gruppo di lavoro”.




