Pasquale Gaeta
Acquapendente – Ucciso da un brutto male è morto in provincia di Viterbo, dove tuttora viveva, il santone di Acquapendente alias maestro Lino. Si tratta di Pasquale Gaeta, il cui corpo è stato cremato ieri nel capoluogo, al cimitero di San Lazzaro.
D’origine napoletana, 67 anni, Gaeta è deceduto nella cittadina dell’Alta Tuscia, dove si era trasferito con la compagna circa sette anni fa e dove aveva dato vita alla comunità Qneud, acronimo di Questa non è una democrazia.
Nel loro appartamento, poco fuori il centro storico, la coppia ospitava ragazzi e ragazze cui Gaeta avrebbe impartito i suoi “insegnamenti” – contenuti nel cosiddetto “decalogo liniano” ovvero del maestro Lino, come si faceva chiamare – come bere la propria urina per purificarsi e altre pratiche discutibili che lo hanno portato a processo davanti al collegio del tribunale di Viterbo con l’accusa di violenza sessuale su due discepole, maltrattamenti in famiglia e esercizio abusivo della professione di psicologo.
Da sinistra, Sergio Caruso, Virginia Adamo e Vincenzo Dionisi
Contro Gaeta, difeso dall’avvocato Domenico Gorziglia, si sono costituiti parte civile l’ordine degli psicologi, una delle due presunte vittime e la madre dell’altra, Virginia Melissa Adamo, assistita dall’avvocato Vincenzo Dionisi.
Virginia, assistita anche dal criminologo esperto di dinamiche settarie Sergio Caruso, è la mamma coraggio di Monza che con la sua denuncia ha scoperchiato la pentola, disperata per avere perso ogni contatto con la figlia. Figlia all’epoca già maggiorenne e oggi trentenne, che durante l’incidente probatorio della primavera 2019 ha negato tutto, secondo la donna perché completamente “plagiata” dal santone, che l’avrebbe messa contro la madre e la famiglia.
Fatti avvenuti tra il 2018 e il 2019, sui quali hanno indagato i carabinieri coordinati dalla pm Paola Conti, dopo il disperato appello televisivo di Virginia Melissa Adamo alle Iene.
L’ultima udienza del processo, destinato a chiudersi il prossimo 17 settembre senza innocenti né colpevoli in seguito all’estinzione dei reati per morte del reo, risale allo scorso 28 maggio, quando furono ascoltati due “bevitori di urina”, ovvero il regista teatrale e l’animatore che avrebbero presentato il santone alle presunte vittime diventate in breve sue adepte.
Silvana Cortignani

