Palermo – È morto Totò Schillaci, eroe d’Italia 90. L’ex calciatore da tempo era malato. Aveva 59 anni.
Salvatore Schillaci ai Mondiali
Ai Mondiali di calcio del 1990 in Italia. Schillaci, all’epoca attaccante della Juventus, divenne un eroe nazionale, segnando sei gol e vincendo la classifica dei capocannonieri del torneo, nonostante fosse partito come riserva. Il suo entusiasmo e la sua abilità sotto porta furono cruciali per la squadra italiana, che arrivò terza nella competizione.
Prima dei Mondiali, Schillaci aveva giocato per il Messina, dove si era fatto notare, e dopo la Juventus continuò la sua carriera all’Inter e in Giappone con il Júbilo Iwata. Si ritirò dal calcio nel 1999. La sua carriera è indissolubilmente legata al “sogno italiano” di Italia ’90, che gli valse il soprannome di “Totò-gol”. Dopo il ritiro, si è dedicato a varie attività, tra cui la partecipazione a programmi televisivi e progetti legati al calcio.
Salvatore Schillaci era nato a Palermo il primo dicembre 1964, città dove è deceduto oggi, mercoledì 18 settembre.
Era ricoverato all’ospedale civico dal 7 settembre, per un tumore al colon che stava curando da un paio d’anni e per il quale si era sottoposto a diversi interventi. La camera ardente sarà allestita allo stadio Barbera.
Negli ultimi giorni le comunicazioni da parte dei medici, diffuse dall’azienda sanitaria, parlavano di un miglioramento, ma nelle ultime ore la situazione è precipitata, come avevano fatto sapere dall’ospedale, attraverso un bollettino in cui si parlava dell condizioni di Schillaci: “In sensibile peggioramento, il supporto farmacologico e strumentale delle funzioni cardiorespiratorie consentono al momento una stazionarietà dei parametri vitali”.
Schillaci era sedato: “Il paziente effettua anche terapie antidolorifiche, è sedato farmacologicamente ed è accudito in maniera continuativa dal personale medico e infermieristico e dai familiari”.
Fino all’ultimo bollettino: “Si comunica che in data 18/09/2024 alle ore 9,55 è deceduto Salvatore Schillaci, già ricoverato presso questa azienda ospedaliera. La direzione e il personale sono vicini alla famiglia nel ricordo anche dell’affetto di cui ha sempre goduto il grande campione”.
