Viterbo – Museo civico
Viterbo – (sil.co.) – Museo civico “Luigi Rossi Danielli” di piazza Crispi, al via la tinteggiatura “intumescente” d’urgenza della copertura della sala. Si tratta di un intervento finalizzato al consolidamento statico dell’edificio nell’ambito della promozione e valorizzazione delle attività museali interrotte a seguito del crollo del maggio 2005.
È stato approvato nei giorni scorsi il progetto esecutivo dei “lavori imprevisti di tinteggiature delle strutture in ferro ed in legno costituenti la copertura della sala con tinta intumescente”, per una spesa complessiva ammonta di 25.692,60 euro, 16.118,64 dei quali per lavori, oltre a 6.938,27 euro per incidenza della manodopera non soggetta a ribasso d’asta, 300 euro per oneri della sicurezza e altri 2.335,69 per somme a disposizione dell’amministrazione.
– Ragioni di sicurezza, il museo civico chiude
Sull’albo pretorio del comune di Viterbo è pubblicata la determina dirigenziale con cui, il 28 agosto, viene tra l’altro comunicato che è stata interpellata allo scopo direttamente l’impresa Sbs srl di Bagnoregio – considerata l’urgenza dell’intervento, e trattandosi di lavori rientranti nella soglia di spesa per i quali l’importo risulta inferiore a 150mila euro – “la quale sta provvedendo alla pulizia e allo smontaggio del cantiere e risulta essere in possesso di uomini, idonea attrezzatura e capacità tecnica”.
Più in generale, il programma d’intervento è finanziato con 800mila euro nell’ambito del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e 80mila euro a carico invece dell’amministrazione comunale.
Viterbo – Il crollo del museo civico del 25 maggio 2005
Oltre 19 anni fa il crollo – Era il 25 maggio 2005
Un boato scosse Viterbo alle 18,15 del 25 maggio 2005 quando, mentre più di 200 persone sostavano sull’ingresso, in attesa di entrare per l’inaugurazione di una mostra, l’intera ala della pinacoteca si sbriciolò su via Monte Asolone, travolgendo auto in sosta e ferendo lievemente due passanti, tra cui una donna con un bimbo nel passeggino.
La vicenda giudiziaria si è conclusa il 19 novembre 2015 senza colpevoli né innocenti, quando la corte d’appello ha dichiarato prescritto l’unico reato per cui quattro imputati il 15 novembre 2012 erano stati condannati a un anno per disastro colposo, con la dichiarazione già allora di estinzione del reato di lesioni.
Secondo la pm Paola Conti, titolare del fascicolo aperto dalla procura della repubblica di Viterbo, un crollo annunciato, preceduto da ben 9 allarmi in cinque anni, il primo nel 2000, l’ultimo dei quali pochi giorni prima del crollo, il 5 aprile 2005.
Il museo è ospitato dal 3 settembre 1955, giorno dell’inaugurazione, nel chiostro e nei locali dell’ex convento di Santa Maria della Verità ed è stato riaperto nel dicembre del 1994.
Dal 1983 è stato dato il via al progetto di ristrutturazione, architetti sono stati Mattioli e Biondi, e nel 1987 fu decretata la chiusura per un primo stralcio di lavori, ma lunghe sono state le fasi dei finanziamenti con i consueti ritardi burocratici.
Era stato inaugurato nel 1912 , quando le opere vennero collocate nell’adiacente chiesa della Verità, poi riaperta al culto per l’appunto nel 1955.

